Il Tirreno

Pistoia

Gli portano via 18 arnie: «Devo cambiare lavoro»

di Saverio Melegari
Gli portano via 18 arnie: «Devo cambiare lavoro»

Ad Andrea Pastorini sono stati asportati 18 contenitori nel periodo di produzione «Ho perso un milione di api, è un furto su commissione che mi mette in ginocchio» 

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PISTOIA. Una vera e propria razzìa con annesso danneggiamento, che hanno creato un danno immane, costringendo chi l’ha subìto a dover persino cambiare lavoro.

Dopo 10 anni da apicoltore, il pistoiese Andrea Pastorini suo malgrado ha dovuto “svoltare” per mancanza della sua grande passione e fonte di reddito: le api, che, ad inizio aprile, gli sono state portate via dopo un incredibile furto. Il fatto è accaduto poco sopra il giardino zoologico di Pistoia, nei pressi del vecchio cimitero di San Pierino in Vincio, e l’amarezza è enorme: «Sono state asportate diciotto arnie in produzione. Pensiamo che ognuna di queste può contenere dalle 30mila alle 80mila api nel periodo di picco, che si trasformano in circa venticinque quintali di miele che possono fruttare, più o meno, 15mila euro. Ecco perché adesso sono davvero a terra».

E non potrebbe essere altrimenti per l’apicoltore che, di punto in bianco, si è trovato senza la principale fonte di sostentamento, vale a dire quasi un milione di insetti. «Non può che essere un furto su commissione – prosegue Andrea Pastorini – perché non ci si può certo svegliare una mattina e pensare di andare a far razzìa di api: bisogna essere esperti del settore, sapere come muoversi e sapere poi anche a chi portarle. Mi sono immediatamente attivato facendo la denuncia alla Forestale e li devo ringraziare perché si sono interessati al caso ma ovviamente è praticamente impossibile poter ritrovare quanto portato via».

Gli chiediamo se ha dei sospetti: «No, non ho notato niente di strano, né ho avuto avvertimenti o minacce». Quello che più fa arrabbiare l’apicoltore, però, è un altro aspetto. «L’episodio è accaduto in un periodo dell’anno nel quale non si va a vedere le arnie tutti i giorni – ammette – quindi chi ha messo a segno il colpo ha avuto strada libera per diverso tempo sfruttando anche il fatto che, in quella zona, non ci sono recinzioni e si tratta di campi incolti che avevo sfruttato in questi anni per poter tenere le api. Quello che mi fa pensare male è che oltre alle arnie ed ai telai sono state danneggiate tutte le strutture, creando quindi problemi ancora più grossi».

Episodi del genere possono succedere ma mai si erano registrati in provincia di Pistoia, visto che la produzione soprattutto in città e prima collina non è così estesa, a differenza di altre zone del Pisano o della Lucchesia. Un primato di cui avrebbe fatto volentieri a meno. «Nei dieci anni che ho svolto l’attività di apicoltore – ricorda Andrea Pastorini – non avevo mai sentito di un furto del genere, al massimo cose molto più piccole. Ovvio che sono finito in ginocchio in un settore, per di più, tutt’altro che semplice e che dipende come non mai dalle condizioni meteorologiche per la produzione o meno del miele. Nella nostra zona arrivano in tanti dalla Maremma durante la fioritura di acacie e castagni, il periodo migliore per il miele nei dintorni di Pistoia».

Ora c’è da rimboccarsi le maniche ma, forse, non più con il miele. «Riparto con quello che ho – conclude amaramente Pastorini – vale a dire dieci arnie a Terricciola, in provincia di Pisa, e cinque a Pistoia che per il momento, però, non sono da produzione. Mi sono dovuto reinventare un altro lavoro per poter sopravvivere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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