Il Tirreno

Pistoia

Legambiente e Wwf «Differenziata al 44% Serve il porta a porta»

di Valentina Vettori
Legambiente e Wwf «Differenziata al 44% Serve il porta a porta»

Le due associazioni ambientaliste lanciano l’allarme rifiuti «La media pro capite è di 648 chili, quella italiana di 266»

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PISTOIA. Estensione immediata della raccolta differenziata porta a porta a tutto il territorio del Comune. A tornare a chiederlo a gran voce all’amministrazione sono il circolo Legambiente Pistoia e il comitato Wwf Pistoia-Prato, che sottolineano l’urgenza di un provvedimento che non è più rinviabile. Perché il degrado sempre più diffuso in città, la crescita delle discariche abusive e gli abbandoni di rifiuti di qualsiasi genere vicino ai cassonetti, oltre a essere frutto dell’inciviltà dei cittadini, sono il segnale di una scarsa attenzione al tema della gestione dei rifiuti e dell’assenza di piani industriali di ambito territoriale per il riciclo del materiale raccolto.

«La differenziata a Pistoia è in totale stallo – spiega Marco Beneforti del Wwf –. È ferma al 44% ed è lontanissima dall’obiettivo del 65% del 2020 previsto dal decreto legislativo 152 del 2006. Non solo, perché nel 2016 il territorio comunale ha prodotto 58.434 tonnellate di rifiuti, con una media pro capite di 648 chili. Numeri tre volte superiori a quelli dell’Italia centrale, dove la media si attesta sui 266 chili pro capite».

«Non investire nel porta a porta è segno di scarsa lungimiranza – aggiunge Beneforti –. Il sistema, oltre a eliminare i cassonetti, ricettacolo di sporcizia e rifiuti di ogni tipo, incentiva la responsabilizzazione dei cittadini, che diventano più attenti ai rifiuti che producono e che differenziano. Inoltre, gli studi dimostrano che quando la raccolta differenziata porta a porta supera il 50%, si abbassano anche i costi».

E la scelta dell’amministrazione di puntare sui cassonetti interrati? «Capiamo la necessità di eliminare i rifiuti dalle strade del centro, in particolare quelli prodotti dai locali – commenta Antonio Sessa di Legambiente –, ma non sono la soluzione, perché non aumentano la differenziata».

Con l’occasione Sessa torna anche ad accendere i riflettori sulla questione delle discariche abusive. Su tutte, quella del Brusigliano che si estende dal campo nomadi dietro l’ospedale San Jacopo a Bonelle: «Una bonifica che costerebbe oltre un milione di euro».

La conferenza stampa, però, è stata anche l’occasione di lanciare una “campagna” di raccolta di rifiuti, sempre più diffusa a livello europeo, che ogni cittadino può svolgere in autonomia. Come, da diversi anni, fanno volontariamente un gruppo di persone che abitano nella frazione di Vinacciano a Serravalle Pistoiese. Passeggiate durante le quali questi cittadini, muniti di guanti, pinze e sacchetti, raccolgono tutti i rifiuti che trovano. A “guidare” l’iniziativa è Mara Ridoni, che definisce il suo operato una «buona pratica in grado di sensibilizzare molte altre persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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