La protesta
Origini aglianesi per il nuovo padrone del “Principino”
VIAREGGIO. «Quando ero un ragazzo di Agliana, venire a vedere il Principe di Piemonte a Viareggio era come andare dal Papa. Sono entusiasta, mi sento un 18enne». A quell’età Roberto Brunetti, patron...
VIAREGGIO. «Quando ero un ragazzo di Agliana, venire a vedere il Principe di Piemonte a Viareggio era come andare dal Papa. Sono entusiasta, mi sento un 18enne». A quell’età Roberto Brunetti, patron della Tirrena Scavi e ora anche del Principino assieme all’armatore carrarino Enrico Bogazzi, apriva la prima filatura a Prato. Ma da anni la sua vita è legata a Viareggio, «una città dove abito da 55 anni e che amo profondamente». Forse anche più di alcuni viareggini, sembra voler dire. Gli stessi che lo avevano accusato di aver comprato un gioiello, il bagno con centro congressi del Principe di Piemonte, con un tozzo di pane.
In realtà il gioiello un po’ è costato. Anche perché gioiello non lo era più. Oltre ai 2,5 milioni di euro spesi per l’acquisto all’asta, i nuovi proprietari hanno investito una cifra «tra 5 e 7 milioni di euro per rimettere a posto l’intera struttura, che era in condizioni disastrose». I lavori sono ancora in corso, tranne che per la facciata dove sono già stati recuperati gli antichi velieri e dove ci sarà un’illuminazione particolare. «Ma il 7 giugno apriamo bagno, ristorante e i bar».
Inizia, dunque, l’avventura del nuovo Principino targato Brunetti-Bogazzi. Che rinasce con uno stabilimento balneare pronto a recuperare l’antica nomea di spiaggia dei vip. (m.t.)
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