Sicurezza
Don Biancalani al vescovo «Non c’è stato un comizio»
Il prete di Vicofaro scrive a monsignor Tardelli dopo le polemiche per la Boldrini «Rifarei ciò che è stato fatto: a nessuno è stato concesso di fare politica in chiesa»
PISTOIA. «Rifarei tutto quello che è stato fatto sabato a Vicofaro, in occasione dell’incontro con l’onorevole Laura Boldrini». Inizia così la lettera con cui don Massimo Biancalani risponde al vescovo Fausto Tardelli, che lunedì aveva diffuso una nota con cui criticava la scelta del parroco di ospitare in chiesa l’incontro.
«La curia – prosegue la nota – è stata probabilmente male informata sulle intenzioni e il contenuto specifico dell’incontro, che per altro si è svolto nel contesto della massima serenità, grazie all’impegno di tanti volontari, dei ragazzi e ragazze migranti e non per ultimo delle forze dell’ordine. A nessuno è mai stato concesso (e non lo sarà mai) di organizzare a Vicofaro comizi o incontri di partito».
Don Massimo spiega che la Boldrini avrebbe dovuto fare visita al Centro di accoglienza quando ricopriva l’incarico di presidente della Camera, ma con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale era egli stesso a voler rinviare l’evento. «Ho deciso io di tenere l’incontro in chiesa, soprattutto per una ragione di sicurezza, visto cosa si era annunciato nei giorni precedenti e cosa si è visto l’agosto scorso (il riferimento è a Forza Nuova che la scorsa estate si recò nella chiesa di Vicofaro per “monitorare” l’operato del parroco, ndr)».
«Ma è bene ribadirlo nessuno in chiesa, né l’onorevole Boldrini né altri, ha fatto comizi o propaganda di partito – sottolinea –. È stata invece l’occasione per ascoltare parole esperte e sagge sul problema dell’immigrazione e dei rifugiati da una personalità delle istituzioni del paese, e per lunghi anni uno dei massimi esponenti dell’Unhcr. L’incontro è stato un’occasione di crescita della comunità. Esprimo grande stupore e meraviglia nel leggere nel comunicato della curia che Vicofaro potrebbe diventare un “cavallo di battaglia per portare avanti un determinato progetto politico in Toscana”».
E conclude: «Vicofaro vuole restare una realtà aperta al contributo di tutti, dalle persone comuni alle persone impegnate nell’educazione e nella politica, a una semplice condizione: il servizio ai migranti e ai poveri, tenendo presenti due riferimenti : la costituzione e il vangelo».
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