Il Tirreno

Pistoia

La proposta di Mati 

Ipotesi parco delle famiglie «Sarebbe l’unico in Toscana»

Ipotesi parco delle famiglie «Sarebbe l’unico in Toscana»

PISTOIA. Tre aste deserte e 25 ettari di terreno e piante abbandonati al degrado. Eppure, come sottolinea Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico, che due anni fa tentò di costituire una...

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PISTOIA. Tre aste deserte e 25 ettari di terreno e piante abbandonati al degrado. Eppure, come sottolinea Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico, che due anni fa tentò di costituire una cordata d’imprese per rilevarla, «quella del Cespevi è un’area con potenzialità altissime».

Perché quei 25 ettari di terreno, completamente pianeggianti, si trovano a ridosso della città. Tra la nuova Esselunga in via di completamento a nord della tangenziale, il futuro grande parcheggio scambiatore a sud della stazione e l’ospedale San Jacopo, in un’area confinante con il bordo estremo della piana pistoiese coltivata a vivaio. Insomma, una posizione che definire strategica è dir poco.

Il presìdio di ricerca scientifica e tecnologica a servizio del vivaismo è ormai solo un pallido ricordo. Una sogno rivelatosi velleità. Originariamente gli azionisti furono la Camera di Commercio e la Caript. Quest’ultima ha ceduto la sua partecipazione alla Fondazione Caript. La Cciaa, invece, ha dovuto fare i conti con la legge Madia, che spinge ad uscire dalle società partecipate. Alla fine un gruppo di vivaisti, capitanati come detto da Mati, ha cercato di creare le condizioni perché imprenditori privati dessero vita a un’offerta capace di ridare futuro al Cespevi. Si sono arresi di fronte all’indisponibilità del settore a fare, tutti insieme, la cosa giusta.

Mati evidenzia due aspetti: la posizione strategica del Centro, e il suo essere classificato nel regolamento urbanistico come parco scientifico. «Dov’è in Toscana un parco così? Può essere insieme parco botanico, parco per famiglie – a cui far pagare, per l’ingresso, un biglietto dal prezzo simbolico – scuola di ricerca, centro di formazione per architetti del paesaggio... Senza dimenticare i potenziali nuovi posti di lavoro».

Il presidente del Distretto rilancia il confronto: Comune, Regione, vivaisti, Fondazione, intorno a un tavolo per valutare una possibile compartecipazione pubblico – privata in grado di far ripartire da zero il Cespevi. «Potrebbe essere uno dei poli d’attrazione della città». (t. g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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