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Pistoia, la palude ex Breda ha ingoiato 44 milioni
Scaduta la convenzione con Giusti, il Comune torna ad avere le mani libere? L’assessore all’urbanistica predica prudenza
PISTOIA. Il cantiere della Giusti per l’edilizia nell’area ex Breda è fermo ormai da due anni e mezzo, e la ripresa dei lavori per il completamento del grande parcheggio sotterraneo, comprese strada e piazze in superficie, non appare per niente vicina. Anche se la convenzione tra il Comune e la stessa azienda Giusti, stipulata nel 2007, è scaduta lo scorso 12 febbraio. A gettare abbondanti quantitativi di acqua fredda sulle aspettative di una possibile ripresa imminente dei lavori è stato, ieri in consiglio comunale, l’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi, replicando ad una interpellanza del consigliere Pd Alvaro Alberti.
L’area ex Breda ha visto nel tempo molti interventi di risttrutturazione o di edificazione ex novo, dalla sede universitaria alla biblioteca San Giorgio, alla nuova questura prefettura, al nuovo albergo ormai quasi pronto. Altri lotti della grande area un tempo occupata dallo stabilimento Breda attendono ancora di essere recuperati, ma l’intervento più importante è senza dubbio quello per l’edificazione delle due piazze, collegate da una strada pedonale centrale, sotto alla quale doveva essere realizzato un maxiparcheggio interrato: è il cosiddetto “lotto B D H”, che nel 2007 il Comune assegnò alla Giusti per l’edilizia, vendendole le aree interessate in cambio di 12 milioni di euro, quasi tutti da versare mediante la realizzazione di opere di urbanizzazione: strade, piazze e parcheggio pubblico, appunto.
Il problema è che dopo la partenza dell’operazione, l’azienda dei fratelli Giusti si è infilata in una crisi che a più riprese ha bloccato il cantiere e che, dopo un massiccio rifinanziamento da parte delle banche, ha portato ad un nuovo stop e, di fatto, alla richiesta di liquidazione dell’azienda. Si calcola che complessivamente nell’operazione siano stati bruciarti finora 44 milioni di euro. Inutile dire che il grande parcheggio è ancora incompleto e strada e piazze devono essere realizzate completamente.
Ma, scaduti i termini della convenzione, il Comune, rientrato in possesso delle aree, non può incassare le fidejussioni versate da Giusti e completare i lavori che mancano? Questa è sempre stata la linea sostenuta dalla amministrazione Bertinelli, che aveva annunciato anche la volontà di ripianificare l’area ampliando di molto gli spazi a verde. Una sollecitazione a procedere in questo senso, ieri, è venuta anche dall’ex vicesindaco Daniela Belliti.
L’assessore all’urbanistica della giunta di centrodestra, Alessandro Capecchi, ha sostenuto però che un rapido rientro in possesso delle aree da parte del Comune non è affatto scontato. C’è intanto un problema di tempi: se la convenzione è sicuramente scaduta, potrebbero non esserlo i tempi previsti nel contratto Comune-Giusti per pagare le aree. E poi ci sarà da far valutare i lavori già eseguiti, in base anche al loro stato di conservazione (si parla di un valore di 3 milioni per il parcheggio non ancora finito). Per non dire dei progetti, che doveva far eseguire Giusti ma che ancora non sono pronti. Infine, c’è la questione delle ipoteche che gravano sui terreni, compresi quelli che dovrebbero tornare al Comune. S quest’ultimo mettesse mano alle fidejussioni, potrebbe spingere la Giusti verso il fallimento, che inevitabilmente travolgerebbe anche quelle aree.
Insomma, secondo l’attuale giunta il quadro è assai complicato. Capecchi ha assicurato che il Comune sta facendo tutto il necessario per mettersi in condizione di far valere i propri diritti, compresa l’escussione delle fidejussioni. Ma ci vorrà del tempo: e questo può agevolare «l’interessamento di altri soggetti che, coadiuvati anche dalle banche, che sono le maggiori creditrici, hanno interesse a chiudere il cantiere con il suo completamento e non con il fallimento della Giusti». Capecchi, che non ha fatto cenno ad ipotetiche ripianificazioni dell’area, ha concluso auspicando «il senso di responsabilità di tutti».
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