La manifestazione
«Ex Breda, la porta non è ancora chiusa»
L’assessore Capecchi: la convenzione è in vigore, possibili nuove soluzioni per concludere l’operazione
PISTOIA. La convenzione tra la Giusti per l’edilizia e il Comune per realizzare il lotto finale del recupero dell’area ex Breda fu firmata il 13 febbraio 2007. Oggi questa convenzione è scaduta o no? Il Comune è libero o no di riappropriarsi delle aree cedute all’azienda edile che da due anni e mezzo tiene fermo il cantiere per le sue difficoltà finanziarie?
«Di certo – risponde l’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi, che lunedì in consiglio comunale è tornato sull’argomento – è scaduto il termine entro il quale la Giusti doveva consegnarci il parcheggio sotterraneo, le piazze e la strada del nuovo quartiere. Teoricamente quindi potremmo escutere le fidejussioni e procedere direttamente al completamento dei lavori. La convenzione, invece, secondo pareri autorevoli, non è ancora scaduta». Mettendo insieme una durata di 8 anni più 3 anni di proroga (decreto del 2013) e altri 3 se si considerano rilevanti le modifiche apportate nel 2010 alla convenzione, si arriva infatti a una data tra il 2021 e il 2023.
Ma, secondo l’assessore, questo non sarebbe di per sé un male: il lasso di tempo di perdurante validità della convenzione offre infatti spazio di movimento a operatori interessati ad affiancare o a sostituire Giusti per l’edilizia (che ormai va verso la liquidazione) nel completamento della lottizzazione.
«Oltretutto – sottolinea Capecchi – l’escussione delle fidejussioni (cioè l’incasso dei fondi versati a garanzia dello svolgimento dei lavori, ndr) richiederebbero una contabilità esatta delle opere fatte e di quelle da fare, contabilità che al momento non c’è. Poi non bisogna dimenticare che per una parte delle opere con cui Giusti avrebbe dovuto pagare le aree consegnategli dal Comune manca un progetto vero. L’avrebbe dovuto realizzare l’azienda, ma con i problemi che ha avuto, anche su questo fronte è tutto fermo da anni. Di fatto abbiamo solo un computo che ci dice che il costo dell’intervento è di 300 euro al metro quadro. Visto che l’area interessata è di 17.000 metri quadri, si arriva a 5 milioni circa».
Terza difficoltà, la proprietà delle aree: alcune di quelle su cui si dovrebbero realizzare le opere di urbanizzazione necessarie sono di proprietà della stessa Giusti per l’edilizia. «Per questo diciamo che la questione è complessa» conclude Capecchi. «Non certo per non voler agire, ma perché la questione è realmente assai delicata». In ballo c’è anche un’azienda che rischia il fallimento e tutti i suoi creditori, Comune di Pistoia compreso, che rischiano con lei. «Di certo – conclude Capecchi – c’è che i tempi per la consegna delle opere al Comune sono scaduti ma che la convenzione è ancora aperta. Stiamo lavorando». (f.cl.)
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