Il Tirreno

Pistoia

No a sexy shop e kebab, insegne in caratteri latini in centro a Pistoia

No a sexy shop e kebab, insegne in caratteri latini in centro a Pistoia

Varato il nuovo regolamento per il commercio nelle aree da tutelare, tanti divieti per valorizzare la tradizione

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PISTOIA. Il consiglio comunale ha approvato il nuovo “Regolamento per la valorizzazione e la tutela delle aree urbane meritevoli di particolare protezione”, che prende il posto del vecchio regolamento della Sala, che risaliva al 2009. Norme più stringenti per le insegne commerciali, che dovranno essere scritte utilizzando l’alfabeto latino e non essere luminose. Divieti precisi, inoltre, riguardano la gestione di attività come i kebab e, per quanto riguarda la sicurezza, la distribuzione di bevande in bottiglie di vetro durante le fasce orarie più a rischio, come la notte. Più in generale, tutelando le tipicità locali, con questo regolamento saranno vietate in centro le aperture di nuovi money transfer, internet point, sexy shop e negozi di media o grande distribuzione come i fast food. Sarà inoltre vietata l'installazione di nuove slot machine anche laddove siano già presenti altre macchine da gioco.

In sostanza, come già annunciato, il nuovo regolamento riprende i contenuti dell’ordinanza sindacale del 6 febbraio scorso, che sarebbe rimasta in vigore fino al 19 maggio.

«Il provvedimento - spiega il sindaco Alessandro Tomasi - non è retroattivo, ma riguarda le nuove attività. La novità importante è che allarga l'area in cui verrà attuato». Le insegne commerciali dovranno essere scritte con l'alfabeto latino, quindi niente nomi non consoni ad un centro storico medievale, abbastanza ben conservato, e che dopo la nomina di Pistoia a Capitale italiana della cultura 2017, sta riscuotendo successi in termini di presenze turistiche. «Non vogliamo negozi stranieri - riprende il sindaco -, non vogliamo minimarket, non vogliamo money transfer, così come non vogliamo distributori aperti 24 ore su 24, sexyshop, locali pubblici con capienza superiore alle 200 persone. Il nostro intento è salvaguardare le tradizioni italiane, la specificità del centro storico, il suo decoro, perché siamo convinti che il turista che viene in visita a Pistoia non venga per pranzare in un kebab, non venga per vedere i money transfer, e neppure per acquistare una bibita in lattina in un distributore automatico aperto 24 ore su 24, ma crediamo che sia attratto dai nostri locali tipici, e che voglia vedere ben conservata l'architettura dei nostri palazzi storici. Il turista che viene da noi cerca un centro storico ben conservato e autentico. Vogliamo anche che chi apre un locale abbia il bagno per i disabili e che l'accessibilità sia garantita a tutti».
 

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