Sicurezza
Farfalle e gatti di Celiberti al Tau
Fino al 24 giugno in città trenta opere del poliedrico artista friulano
PISTOIA. Le opere e la poetica di Giorgio Celiberti sono in mostra a Pistoia, in una personale che si potrà ammirare fino al 24 giugno a Palazzo del Tau. Il suo universo fatto di farfalle, cuori e gatti, di spinte verso dimensioni lontane e di ritorni a casa, si ritrova in una trentina di opere esposte nella galleria dedicata all’arte contemporanea del Museo Marino Marini. Sotto lo sguardo di un’amicizia che lo lega a Marini dalla seconda metà del ventesimo secolo, l’artista (nato a Udine nel 1929 e che ad appena 19 anni partecipò alla Biennale di Venezia) porta a Pistoia alcune delle sue opere più significative. “Giorgio Celiberti, il segno e la materia” (questo il titolo della mostra) racchiude la poetica di questo artista poliedrico: sculture in gesso e terracotta, dipinti su tela e tavola.
Attratto dalle potenzialità sensoriali e percettive, Celiberti dipinge la storia mentre la vive, la materializza negli anni con i linguaggi e gli strumenti di espressione più diversificati, un interprete del suo tempo che continua a rigenerarsi dando voce al talento innato dell’arte poliglotta che non teme confini né contaminazioni. Per il maestro di Udine il futuro è la realtà che sperimenta e investe sulla forza dei segni e sull’alternanza contrapposta e ritmata del quotidiano, ora reale ora simbolico, ora gioioso ora conflittuale.
La mostra è promossa dalla Fondazione Marino Marini e realizzata grazie al contributo della Fondazione Banca Alta Toscana. Responsabile del progetto è Maria Teresa Tosi della Fondazione Marini, mentre il coordinamento e la segreteria organizzativa sono firmati da Ambra Tuci e Francesco Burchielli, sempre della Fondazione. Curatori della mostra sono Giovanna e Mimma Massone della Galleria d’arte “Gli Angeli” di Bergamo, il testo critico è di Marco Bazzini. Ambra Tuci, dopo aver conosciuto il maestro nel suo atelier di Udine, ravvisa «un lavoro eseguito senza sosta, ma con l’entusiasmo di un bambino, da un uomo che ha attraversato un periodo storico particolarmente vivo e variegato e ha raccolto nelle sue opere gioie e dolori di un mondo in continuo cambiamento». (a.t.)
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