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Pistoia

ha celebrato un matrimonio 

Dopo Boldrini, ecco don Ciotti Il fondatore di Libera a Vicofaro

Dopo Boldrini, ecco don Ciotti Il fondatore di Libera a Vicofaro

PISTOIA. Mentre su facebook infuria la polemica degli esponenti cittadini di centrodestra che, dopo l’incontro sul tema dell’accoglienza con l’ex presidente della Camera Laura Boldrini all’interno...

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PISTOIA. Mentre su facebook infuria la polemica degli esponenti cittadini di centrodestra che, dopo l’incontro sul tema dell’accoglienza con l’ex presidente della Camera Laura Boldrini all’interno della chiesa, chiedono un intervento del vescovo Fausto Tardelli, la parrocchia di Vicofaro ha ospitato di nuovo, ieri pomeriggio, un personaggio molto conosciuto. Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha celebrato un matrimonio in Santa Maria Maggiore insieme a don Massimo Biancalani. Molto noti in città gli sposi: Matteo Marini, magistrato pistoiese attualmente in servizio a Lucca, e Giulia Picozzi.

«Matteo è un parrocchiano di Vicofaro – spiega don Biancalani – sua madre, Paola Lelli, è stata per lunghi anni preside alla scuola media Rafafello». Una collega che don Biancalani, insegnante di religione al Liceo, conosceva bene. E la conoscenza di Matteo Marini con don Ciotti ha portato, per le nozze, alla scelta di Vicofaro. Non una cerimonia “qualsiasi”. L’omelia di don Ciotti, d’accordo degli sposi, è stata infatti incentrata sul tema dell’accoglienza.

Altre polemiche in arrivo dopo quelle per l’incontro con Laura Boldrini? Alla domanda se il vescovo l’abbia in qualche modo “ripreso” per l’incontro di sabato pomeriggio, come sollecitato dai cittadini in disaccordo con il percorso intrapreso da don Biancalani, il parroco di Vicofaro risponde di no.

E contrattacca: «Mi pare che questi signori siano ancorati a un concetto di chiesa molto strano, sembrano fermi agli anni ‘50. La chiesa è un luogo di comunità che accoglie, riflette, concelebra. Non un luogo per attività di partito, ma Boldrini ieri (sabato, ndr) non è venuta con questa finalità. Ci siamo trovati a condividere un percorso simile. Incontrati per darci solidarietà reciproca, e fare insieme alla comunità una riflessione sull’uomo. Soprattutto sui poveri». (t. g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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