Sicurezza
Untouchables, la Corte d’appello aumenta la pena per Evangelisti
I giudici fiorentini confermano la corruzione e la turbativa d’asta negli appalti alla Provincia di Pistoia. In nove ottengono degli sconti
PISTOIA. La seconda sezione penale della Corte d’appello di Firenze conferma: gli appalti in provincia di Pistoia furono pilotati. Non ci fu dunque associazione a delinquere (contestata in primo grado a nove indagati), ma anche in secondo grado arrivano condanne per corruzione e turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta “Untouchables”, partita nel giugno del 2012. Il tutto con qualche distinguo. Anzitutto l’assoluzione di Chirstian Giovanni Diddi e Giuseppe Napolitano. Poi alcuni sconti per non aver commesso il fatto, o perché lo stesso non sussiste, o ancora perché e sopravvenuta la prescrizione. Con una sola eccezione: nonostante cadano i delitti relativi a 10 episodi, il secondo grado ha aggravato la pena per Marcello Evangelisti. In primo grado era stata di 6 anni e 9 mesi che sono diventati 7 anni e 7 mesi in appello. Sono state invece confermate sicter et simpliciter le posizioni e le pene di altri quattro imputati.
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Stangata per Evangelisti. Una mazzata per l’ex dirigente dell'ufficio lavori pubblici del comune di Pistoia. In primo grado aveva commentato la sentenza sottolineando come fosse pesante, ma si dichiarò felice per il venir meno dell’associazione a delinquere. Il collegio pistoiese, presieduto da Anna Maria Sacco (Ottavio Mosti e Emanuela Francini giudici a latere) lo condannò a 6 anni e 9 mesi, con la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e, durante l’esecuzione della pena, dell’interdizione legale. Per il giudice Federico Boscherini invece la pena per i suoi reati è pari a 7 anni e 7 mesi. Il tutto nonostante lo stesso giudice, come già scritto, lo abbia assolto dai reati previsti da due capi d’imputazione e relativi a dieci episodi. Per cinque è intervenuta la prescrizione, per gli altri il fatto non sussiste.
Gli sconti di pena. La prescrizione, il fatto che non sussiste e il non aver commesso lo stesso hanno invece garantito uno sconto a ben nove imputati: l’esponente socialista Roberto Riccomi passa da una condanna di un anno e 8 mesi a una di un anno e 6 mesi; Paolo Mazzoni, ex dirigente della Provincia, ottiene due mesi di sconto rispetto all’anno e 10 mesi del primo grado; Franco Fambrini, ex direttore del consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio, è condannato a un anno e tre mesi (con 600 euro di multa) rispetto ai 2 anni e 7 mesi stabiliti a Pistoia (pena sospesa per 5 anni alle condizioni di legge). Sconti più o meno sostanziosi anche per gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta: Giordano Rosi era stato condannato a 5 anni, ora ne dovrà scontare 4 e 2 mesi; Roberto Vescovi passa da 5 a 4 anni; Paolo Conti da 3 anni e 3 mesi a 3 anni e un mese; Carlo Alberto Diddi da 3 a 2 anni (pena sospesa per 5 anni alle condizioni di legge); Riccardo Vespignani da 2 anni e 9 mesi a 2 anni e 8 mesi; mentre Michele Vescovi si vede ridotti di sei mesi i 2 anni stabiliti dal collegio pistoiese.
Confermate 4 condanne. La Corte d’appello ha invece respinto l’appello e confermato integralmente la sentenza impugnata per quattro imputati. Mauro Filoni, ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Piteglio, dovrà scontare un anno e 3 mesi, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena (sospensione condizionale). L’imprenditore Angiolo Orsi Spadoni si vede confermare i 2 anni e 5 mesi con interdizione dagli uffici direttivi delle imprese e incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. Il collega Riccardo Ponticelli sconterà a 2 anni e 5 mesi con interdizione dagli uffici direttivi delle imprese e incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. Mentre per Stefano Meoni, ex responsabile dell’ufficio Viabilità del Comune di Pistoia, è confermata un anno di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata (sospensione condizionale).
Le pene accessorie. Oltre alla durata delle pene l’appello ha modificato anche alcune pene accessorie. Rosi e Roberto Vescovi sono condannati a un’interdizione temporanea dai pubblici uffici per 5 anni anziché a quella perpetua. La corte ha anche revocato l’interdizione temporanea dai pubblici uffici per Carlo Alberto Diddi.
I risarcimenti civili. L’appello ha infine confermato le statuizioni civili ad eccezione della condanna di Mazzoni a favore della Provincia di Pistoia e di Roberto e Michele Vescovi a favore del Comune di Pistoia. Tutti e tre però sono condannati, insieme a Filoni, a rifondere il Comune di San Marcello. Sempre Mazzoni, ma con Rosi e Riccomi, dovrà risarcire l’amministrazione di Pescia. Fambrini dovrà invece risarcire il consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio.
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