Il dolore
«Il Cassero va chiuso» duello tra Fratoni e Gorbi
Si infiamma alla fine il consiglio comunale convocato al teatro Francini L’assessore regionale: se le regole vengono rispettate, non possiamo farlo
CASALGUIDI. «In questi vent’anni abbiamo già dato. Dopo l’incendio del 2016 la gente di Casalguidi, Cantagrillo e Ponte Stella vive con la paura. Di questo sentimento la politica deve farsi carico. Per questo diciamo che la discarica non la vogliamo più. Da stasera». Parole del vicesindaco Federico Gorbi, che hanno incendiato proprio sul finale il consiglio comunale straordinario di Serravalle, dedicato alla discarica del Cassero e convocato al teatro Francini, con una invitata d’eccezione, l’assessore all’ambiente della Regione Federica Fratoni.
E proprio Fratoni ha subito replicato, dicendosi rammaricata che Gorbi avesse voluto «buttarla in politica», ben sapendo che un impianto di smaltimento dei rifiuti, come la discarica di Fosso del Cassero, la Regione non può chiuderla d’imperio se rispetta leggi e normative, visto che si tratta di un operatore privato. Quanto alla paura, secondo Fratoni si tratta di un sentimento «che andrebbe interpretato e non alimentato».
Prima del botta-e-risposta tra vicesindaco e assessore regionale, si era sviluppato un articolato dibattito, introdotto dall’intervento del sindaco Piero Lunardi, in cui tutti – con diversità di toni e argomentazioni – hanno sottolineato la preoccupazione per la gestione di un impianto che più di una volta ha mostrato carenze, che è attualmente sotto indagine della Procura e che ha visto svilupparsi più di un incidente, tra cui quello – particolarmente grave – del luglio 2016, quando un grosso incendio si sviluppò all’interno della discarica e i rifiuti bruciarono per una notte e un giorno. E proprio da quell’episodio ha preso le mosse l’attuale inchiesta, che ha portato, nel marzo 2017, a porre i sigilli alla discarica. Un sequestro che è durato fino a pochi giorni or sono, quando il tribunale di Pistoia ha annullato il provvedimento di sequestro, accogliendo le richieste della proprietà dell’impianto.
La ripresa dell’attività ha prodotto anche un rinfocolarsi della polemica politica, visto che delle sorti della discarica si era parlato a lungo in campagna elettorale. L’attuale giunta è stata accusata da esponenti Pd di aver promesso la chiusura e di non avervi dato seguito, mentre lo stesso Gorbi ha respinto l’accusa, citando il programma elettorale. Dal canto loro, gli amministratori dello sconfitto centrosinistra (hanno parlato l’ex sindaco Mungai e l’ex vice Simona Querci, tra gli altri) hanno ribadito di aver sempre operato con il massimo rigore nei confronti dell’impianto privato.
Dopo l’annuncio della riapertura, l’amministrazione serravallina aveva formulato dieci richieste specifiche sulla sicurezza dell’impianto. Fratoni, intervenendo, le ha toccate una per una rilevandone l’accoglimento di fatto.
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