Abusi su un bambino di 6 anni: padre, madre e zio alla sbarra
Dopo essere stato affidato a una nuova famiglia, racconta quanto subito in un paese della piana
PISTOIA. Abusato dal papà, dalla mamma e da uno zio quando aveva dai sei agli otto anni. Una drammatica storia di infanzia violata arrivata nel tribunale di Pistoia dopo un lungo peregrinare tra le procure toscane per questioni di competenza. Un caso nato in un contesto di disagio e povertà, morale e materiale, che è emerso solo quando il piccolo (ora quasi maggiorenne) è stato affidato a una nuova famiglia. Solo allora ha trovato la forza e il coraggio di raccontare le violenze subite per anni dai suoi genitori e da uno zio orco.
Gli abusi denunciati dal minore sarebbero avvenuti tra il 2006 e il 2008. La vittima allora viveva con la sua famiglia in un paese della provincia di Prato. Un contesto difficile e seguito dai servizi sociali. Lei italiana, lui marocchino: differenze culturali a cui si aggiungeva l’indigenza economica. Le liti tra coniugi si ripetevano con continuità nell’abitazione. Più volte i vicini avevano chiesto alle forze dell’ordine di intervenire per riportare la calma. Nessuno però immaginava cosa stesse avvenendo al minore che, all’epoca, frequentava le scuole elementari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori le violenze sessuali nei suoi confronti non sarebbero avvenute nella casa pratese. Il piccolo sarebbe stato abusato nella piana pistoiese, in un paese della piana pistoiese. E alla violenza avrebbe partecipato uno zio, anche egli marocchino.
Per almeno tre anni la famiglia avrebbe molestato il bambino. Una terribile realtà a cui non erano arrivati neanche gli operatori dei servizi sociali che, però, nel 2009 erano riusciti a far affidare quel bambino sfortunato a un’altra famiglia. Lontano dai parenti e, finalmente, in un contesto di affetto e amore, il bambino ha ritrovato prima la serenità e poi la forza di raccontare quello che aveva dovuto subire da padre, madre e zio.
L’indagine venne aperta nel 2010 dalla polizia giudiziaria di Prato dopo la denuncia della famiglia adottiva. Il caso fu seguito quindi dal tribunale pratese. Tra i capi d’imputazione c’era anche quello della prostituzione minorile e il fascicolo fu inviato alla procura distrettuale di Firenze. Caduti una serie di capi d’accusa, il procedimento si è incardinato a Pistoia, competente territorialmente, con pm Giuseppe Grieco. Così la famiglia è finita davanti al collegio giudicante, presieduto dal giudice giudice Monica Jacqueline Magi, con l’accusa di violenza sessuale.
La vittima delle violenze, rappresentata in giudizio dall’avvocato Francesco Marzocchini e dallo studio del legale genovese Giulio Canobbio, è stato già giudicato in passato capace di testimoniare e ha anche raccontato nei mesi scorsi la sua storia in tribunale. Ieri si è tenuta una nuova udienza, conclusa con un rinvio per poter ascoltare un testimone.
A luglio il giudice dovrebbe pronunciare la sentenza nei confronti della famiglia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
