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Pistoia

Il marchio doc, croce e delizia «Ci pensiamo da tempo, però...»

Il marchio doc, croce e delizia «Ci pensiamo da tempo, però...»

PISTOIA. Se qualità e reputazione sono da sempre le risorse più preziose per i vivaisti pistoiesi, perché non dare vita ad un marchio di qualità che ne certifichi l’esistenza, soprattutto di fronte...

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PISTOIA. Se qualità e reputazione sono da sempre le risorse più preziose per i vivaisti pistoiesi, perché non dare vita ad un marchio di qualità che ne certifichi l’esistenza, soprattutto di fronte ad un mercato che stenta ad accettare prezzi remunerativi per la produzione pistoiese?

La riflessione sembrerebbe ovvia, ma ovvia non è. Se Francesco Mati ammette che «si tratterebbe di uno dei pochi mezzi per recuperare valore aggiunto», Fabrizio Tesi ricorda che «il marchio presuppone un prodotto standardizzato che ancora non c’è». E Andrea Zelari nota che «il marchio è utile se l’utente finale lo capisce: per una maglietta è semplice, per un cipresso è meno facile».

Lo stesso Mati sottolinea che «bisognerebbe far conoscere a livello mondiale la qualità delle nostre piante». Insomma, un marchio è utile se c’è chi lo cerca. «Ma come Distretto – ammette – ne stiamo parlando. È un percorso lungo, ma bisogna cominciare. Anzi, si è già cominciato».



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