Il Tirreno

Pistoia

Ufficiale: quest’anno “Leggere la città” non sarà organizzata

Ufficiale: quest’anno “Leggere la città” non sarà organizzata

La manifestazione di inizio primavera ideata da Bertinelli è ritenuta un doppione di “Dialoghi sull’uomo” da Tomasi

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PISTOIA. Perde un pezzo l’eredità di Pistoia Capitale della Cultura: Leggere la città, manifestazione sbocciata nella primavera di 5 anni fa, ideata e realizzata “in proprio” dall’amministrazione comunale intorno all’ex sindaco Samuele Bertinelli che aveva fortemente voluto un fine settimana di confronto sullo spazio urbano. Inteso soprattutto come spazio di una comunità tra dialogo e differenze portando avanti la “missione” dell’architettura umanistica di Giovanni Michelucci, non si farà. Non è certo un fulmine a ciel sereno la scelta confermataci in questi giorni di non proseguire l’organizzazione della manifestazione da parte della giunta ora a guida di Alessandro Tomasi. Il centrodestra, infatti, anche dai banchi dell’opposizione, aveva sempre criticato Leggere la città vedendola come “doppione” dei confermatissimi Dialoghi sull’uomo di fine maggio.

Leggere la città non si farà dunque, ma al suo posto è in programma qualcosa? Le voci parlavano di un potenziamento di un evento già visto nell’autunno di Pistoia Capitale, “L’anno che verrà” alla Biblioteca San Giorgio, anticipazione dei libri da leggere l’anno successivo, in programma almeno nel 2017 in un altro arco temporale rispetto alla primissima primavera. Dove, ad oggi, non è previsto nessun evento a sostituzione di Leggere la città .

Dall’ufficio del sindaco Tomasi, la portavoce si è limitata a far sapere che «è in atto un lavoro a tutto tondo sulla cultura con una riorganizzazione anche sulle iniziative», senza aggiungere le motivazioni ufficiali sull’interruzione di un evento arrivato nel 2017 alla quinta edizione con numeri in ascesa.

I numeri, come sempre, sono al centro del dibattito soprattutto quando si parla di finanziamenti. Leggere la città era nato e rivendicato come “fatto in casa” dalla giunta Bertinelli, come manifestazione culturale pubblica (con eventi in larghissima parte gratuiti) finanziato dal Comune tramite sponsor. I costi, lontani dalle cifre più altisonanti di una manifestazione di grande richiamo come Dialoghi sull’uomo (realizzata grazie al contributo della Fondazione Caripit), erano intorno alle 70.000 euro coperti da finanziamenti esterni e sponsor che sono andati crescendo negli anni.

Documenti alla mano, se il comune nelle primissime edizioni ci aveva messo fondi propri (nel 2013, nell’anno zero dell’evento, furono 26.000 euro a fronte di 43.500 da Fondazione Caripit, Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia e Camera di Commercio), le ultime due edizioni erano state interamente coperte dagli sponsor.

Sempre parlando di numeri, quelli legati alle presenze parlano nel 2017 di 15.000 partecipanti a dibattiti, mostre e appuntamenti vari, tra cui spettacoli ed aperture straordinarie di gioielli del patrimonio storico artistico della città come il Parterre di Piazza Mazzini o la Fortezza Santa Barbara. Lunga la lista di ospiti illustri di una manifestazione di respiro nazionale che ha portato a Pistoia, tra gli altri, urbanisti come Edoardo Salzano, Remo Bodei e Stefano Boeri, scrittori come Paolo Giordano, Andrea De Carlo o Michela Marzano, filosofi ed intellettutali come Derrick De Kerckhove, Franco Cardini, Vito Mancuso, Chiara Saraceno, giuristi come Ugo De Siervo o personalità simbolo del dialogo interreligioso come l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, ed Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose.

Elisa Pacini

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