La protesta
Segreteria vacante: reggenza a cinque per il Pd pistoiese
PISTOIA. Pier Luigi Galligani, Alessandro Giampà, Valentina Loparco, Valentina Noligni e Simona Querci: sono i nomi scelti dal Pd di Pistoia per la reggenza transitoria del partito provinciale, dopo...
PISTOIA. Pier Luigi Galligani, Alessandro Giampà, Valentina Loparco, Valentina Noligni e Simona Querci: sono i nomi scelti dal Pd di Pistoia per la reggenza transitoria del partito provinciale, dopo le dimissioni dell’ex segretario Riccardo Trallori, giunte all’indomani del voto politico del 4 marzo.
Una guida collegiale – si legge nel documento diffuso ieri dal Pd pistoiese – “capace di unire le tante anime e sensibilità democratiche”, che guidi il partito in un percorso di coinvolgimento di iscritti, militanti e simpatizzanti e “segua gli impegni dei prossimi mesi come le feste dell’Unità, il lavoro dei territori, ma soprattutto la tornata di elezioni amministrative”.
La nuova reggenza unitaria, in cui Pier Luigi Galligani avrà compiti di coordinamento, sarà inoltre impegnata a “promuovere momenti di analisi dei risultati elettorali e occasioni di dibattito; lavorare sui percorsi delle due Unioni Comunali al voto amministrativo, Pescia e Ponte Buggianese; sostenere il lavoro di tutte le Unioni Comunali nei prossimi mesi”.
Indicazioni giunte a conclusione dell’articolato dibattito interno che il Partito democratico pistoiese ha sviluppato partendo dalla débâcle delle politiche. “Il risultato elettorale del 4 marzo – si legge ancora nel documento politico sviluppato dalla direzione e dall’assemblea provinciale del partito – ci consegna un quadro politico incerto, con un unico dato chiarissimo: il Partito democratico subisce una sconfitta netta e senza precedenti. Per questo sarà necessario un percorso vero, che coinvolga il più possibile gli iscritti, i militanti, i simpatizzanti. Da qui si dovrà continuare, in un confronto costruttivo e più profondo, volto a rifondare e a dare basi solide al Partito democratico di domani, consapevoli che il 4 marzo rappresenta un nuovo punto di partenza per tutto il partito. Dobbiamo impegnarci a costruire un Pd più aperto e inclusivo, maggiormente capace di sviluppare discussioni libere nei suoi organismi dirigenti; capace di riconoscere come prezioso il pluralismo interno, ma attento a non irrigidirlo in tifoserie organizzate. Un confronto maggiore dopo le varie sconfitte di questi anni forse ci avrebbe aiutato ad avere una lettura più rispondente della società e l’esperienza può servirci affinché non si ripeta in futuro”.
Una riflessione che, passando dall’analisi sia del contesto internazionale che di quello nazionale, si concentra sulla situazione locale. “La sconfitta non ha risparmiato neanche la provincia di Pistoia, in cui il Partito democratico ha visto un arretramento significato rispetto a cinque anni fa con la conseguente mancata elezione dei candidati al Parlamento sul nostro territorio. L’elezione (al Senato, ndr) di Caterina Bini nel listino proporzionale è, in questo contesto, un fatto significativo e positivo, convinti che svolgerà la sua funzione con le competenze e l’impegno già dimostrati nel precedente mandato. Siamo però anche certi che l’impegno di Caterina non sarà da solo sufficiente ad affrontare questa situazione politica inedita per il nostro territorio, venutasi a creare a seguito delle elezioni del 4 marzo e di quelle dello scorso anno nel Comune capoluogo. Questa cornice ci impone di riscoprire una dimensione dell’azione politica del partito, di opposizione, basata molto di più sul rapporto con la società civile e le nostre organizzazioni territoriali di base” . (t.a.)
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