Sicurezza
Un’idea ispirata dall’esempio di Sergio Gargini
SAN MARCELLO. Prima che in Regione, la “Memoteca della Montagna pistoiese” è stata presentata nella sua terra di origine, a San Marcello, domenica pomeriggio, al il ristorante albergo “Il Cacciatore”...
SAN MARCELLO. Prima che in Regione, la “Memoteca della Montagna pistoiese” è stata presentata nella sua terra di origine, a San Marcello, domenica pomeriggio, al il ristorante albergo “Il Cacciatore”. E subito ha riscosso il plauso di tutti. Che hanno apprezzato l’idea nata da Leonardo Nesti, giornalista Ansa originario di Popiglio ed ex collaboratore del Tirreno: salvaguardare la memoria di una cultura popolare, testimonianze di persone che altrimenti andrebbero perdute. Un patrimonio culturale fatto di tradizioni orali che sicuramente svanirebbero definitivamente se non ci fosse un contenitore adatto a raccoglierlo. E, in questo caso, il contenitore è senza fine, una grande scatola virtuale che da ieri è attiva e pronta ad essere riempita da chiunque abbia voglia e disponibilità di inserirvi una testimonianza orale che miri a salvare la memoria, quella quotidiana, della gente della Montagna pistoiese.
E forse, più di tutti, di questo progetto, nato nel 2018, sarebbe stato contento Sergio Gargini, studioso e fondatore del Collettivo Folcloristico, scomparso da alcuni anni, che si è impegnato a lungo per avere un luogo dove conservare la “memoria” della sua montagna.
«Mi piace pensare – scrive Leonardo Nesti – che Sergio Gargini, studioso, etnomusicologo e fondatore del Collettivo folcloristico montano, sarebbe orgoglioso di sentirsene considerato in qualche modo l’iniziatore e, sicuramente, l’ispiratore».
A questo progetto si è unita subito LetterAppenninica, l’associazione di Federico Pagliai che ha colto l’importanza della salvaguardia della memoria. Ma domenica pomeriggio anche il “Gruppo di studi Alta Val di Lima” ha dato la sua disponibilità.
«Crediamo in questo progetto - ha detto Alessandro Bernardini - e mettiamo a disposizione tutto il nostro materiale raccolto in questi anni di attività. Ad esempio tante registrazioni di persone che non ci sono più e che ci hanno lasciato la memoria dei loro racconti»,
Assente ma disponibile a “riempire” questo contenitore virtuale anche l’Accademia della Bugia delle Piastre, e anche il mondo della scuola.
«Già con LetterAppennica - ha detto il dirigente scolastico Carlo Rai - vi è una collaborazione, e conosciamo bene l’importanza di questo tipo di memoria, E le esperienze passate lo dimostrano, come quella di Rivoreta legata agli antichi mestieri. Per il futuro proporremo una borsa di studio per incentivare a partecipare al progetto».
Carlo Bardini
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