Sicurezza
Serve un intervento da seicentomila euro
In alternativa i biancorossi potrebbero “emigrare” a Firenze, Livorno oppure a Montecatini
PISTOIA. Per sapere come evolverà la questione PalaCarrara nel prossimo futuro, ci vorrebbe una palla di vetro. A spicchi, ovviamente. Ma le ipotesi sul piatto, sostanzialmente, sono delineate.
Partiamo dai lavori di adeguamento. L'ampliamento è possibile: lo ha dichiarato un anno fa l'architetto Andreini sulle colonne del “ Tirreno", lo ha confermato il presidente Maltinti: «Sappiamo che si può arrivare a 4.800 posti, una capienza che dovrebbe essere sufficiente - ha detto - si tratta di un intervento che dovrebbe aggirarsi tra i 400mila e i 600mila euro, con il grosso dei lavori che riguarderebbero l'esterno».
Questo il quadro sommario, visto che progetti che permettano di valutare i costi reali non ce ne sono. Lavori che o farà il Comune o non farà nessuno: «A pagare parte dell'opera non ci stiamo, la struttura non è nostra e negli anni ci abbiamo già investito un sacco di soldi» è il commento lapidario del dirigente Ivo Lucchesi. Se l'adeguamento non ci sarà, si passa alle due soluzioni drastiche prospettate da Maltinti. La prima è quella di emigrare in un altro palasport: i nomi sul piatto sono sempre gli stessi, ovvero il Mandela Forum di Firenze, il Modigliani Forum di Livorno e ovviamente il PalaTerme di Montecatini (ma anche lì servirebbero dei lavori). Nel caso l'ipotesi più quotata è quella fiorentina, ma è ovvio che un trasloco del genere sarebbe difficilmente ipotizzabile a tempo indeterminato. Da qui si passa alla seconda soluzione, ovvero l'auto-retrocessione in A2. Il Pistoia Basket tornerebbe quindi nella seconda serie, dove non vige l'obbligo dei 5.000 posti.
(a.b.)
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