Il Tirreno

Pistoia

Poste licenzia 4 dipendenti sotto indagine

Il vicequestore Fusco e il questore La Porta in conferenza stampa
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Il vicequestore Fusco e il questore La Porta in conferenza stampa

Coinvolti nell’inchiesta “Whitewash” sull’ingresso illegale di cittadini stranieri

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PISTOIA. Gli avevano cambiato sede di lavoro subito dopo la notizia dell’indagine in corso, anche nei loro confronti, da parte della procura, a metà gennaio. Un cambio di ufficio, accompagnato da una missiva in cui si diceva che “era venuta meno la fiducia”. I quattro impiegati sapevano che sarebbe arrivata una sanzione disciplinare, non immaginavano fosse così drastica. E invece lunedì è scattato il licenziamento in tronco per quattro dipendenti delle Poste indagati nell’ambito dell’inchiesta Whitewash.

Mentre l’indagine della Squadra mobile sui permessi facili a cittadini stranieri è ancora in corso, Poste Italiane decide di licenziare quattro dipendenti degli uffici di Olmi, Capostrada e Candeglia. Alla base della decisione l’aver “gestito con negligenza” alcune pratiche. Nonostante la ferma opposizione dei sindacati, che invitavano Poste a non prendere decisioni prima della conclusione delle indagini, l’azienda ha optato per la linea dura. I quattro impiegati sono due uomini e due donne. Nell’ordinanza emessa dal giudice Alessandro Buzzegoli su richiesta del pm Claudio Curreli, risultano indagati “in base agli articoli 81 cpv e 479, in relazione all’articolo 476 del Codice penale, perché nella loro qualità di impiegati di Poste addetti al cosiddetto “Sportello amico”, ovvero alla ricezione dei kit contenenti i documenti per il rinnovo del permesso di soggiorno degli stranieri - e quindi di pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni - attestavano falsamente l’avvenuta identificazione degli stranieri a cui erano riferiti i kit, consegnando a Iqbal Asjid (il pakistano presunto organizzatore del traffico di documenti illegali, ndr) anziché ai soggetti interessati, la ricevuta con la quale poteva essere seguito telematicamente lo stato della pratica e l’appuntamento per rilasciare le impronte digitali”. I fatti contestati sono compresi in un arco di tempo che va da febbraio a ottobre 2016.

Whitewash ha portato all’arresto di 13 persone e all’applicazione di altre 5 misure cautelari. Oltre 200 gli indagati nell’ambito dell’operazione con cui la Squadra mobile della questura di Pistoia fece luce su un traffico di permessi di soggiorno che vedeva coinvolti anche liberi professionisti e pubblici dipendenti: due impiegati del Comune di Pistoia, uno della prefettura e una poliziotta in pensione. Saranno chiamati a rispondere di corruzione, violazione del segreto di ufficio, traffico di influenze illecite, falso ideologico e materiale, omissione di atti d’ufficio, procurato ingresso illegale e agevolazione della permanenza nel territorio dello Stato di almeno 181 cittadini stranieri. (t.g.)
 

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