Il Tirreno

Pistoia

«Siamo parrocchia, accogliamo tutti»

«Siamo parrocchia, accogliamo tutti»

Don Biancalani e le critiche (anche da sinistra) dopo il migrante arrestato: sono gli stessi operatori dei Centri a chiedermi aiuto

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PISTOIA. «Ho letto prese di posizione critiche da parte di esponenti della stessa sinistra e operatori di cooperative. La realtà è che non sono pochi, e anche stamani (ieri, ndr) mi ha chiamato uno di loro, gli operatori che mi telefonano per sapere se un immigrato che esce dal progetto Cas può trovare ospitalità da me».

«Vicofaro e Ramini – afferma don Massimo Biancalani – restano comunità parrocchiali. Che svolgono attività di prima accoglienza ma anche accoglienza religiosa, secondo i princìpi di carità». Se qualcuno bussa «perché ha freddo, fame o bisogno di un posto dove dormire» la parrocchia apre la porta. Non ha titubanze o dubbi nello spiegare il perché: «È il modello di Chiesa di Papa Francesco».

Gli spazi di consenso intorno al parroco pro migranti si sono ristretti dopo l’arresto di un 25enne nigeriano ospite della parrocchia di Ramini. Durante la perquisizione della Squadra mobile e del Reparto prevenzione crimine Toscana insieme alle unità cinofile sono stati trovati 2 grammi di marijuana in un pacchetto di fazzolettini. L’immigrato era recidivo, era già stato denunciato pochi mesi fa, sempre per spaccio. Ma stavolta l’operazione della polizia, diretta dal sostituto procuratore Linda Gambassi, ha fatto un salto di qualità. Per la prima volta c’è stata un’ordinanza di arresto. Anzi tre, emesse dal giudice Patrizia Martucci: oltre al nigeriano del Biafra ospite di don Biancalani sono finiti in Santa Caterina altri due nigeriani, secondo gli inquirenti “gravemente indiziati di essere responsabili del reato di spaccio”.

La domanda al parroco è diretta, ed è un quesito che si fanno in molti, anche sui social: Vicofaro e Ramini rischiano di diventare centri di spaccio? Si è perso il controllo della situazione? È quello che hanno ipotizzato nei loro interventi due giorni fa non solo la Lega, ma un esponente della sinistra come Walter Tripi, capogruppo Pd in consiglio comunale. «Quando si dice – afferma Biancalani – che “l’accoglienza allargata non è opportuna” e che “l’azione del Cas può risultare inefficace” si parte da un punto di vista sbagliato. Il nostro progetto Cas ci permette di ospitare 22 migranti. Attualmente ne abbiamo una dozzina, altri hanno scelto altri Paesi. Poi ci sono altri 55 giovani che a vario titolo fanno riferimento alla parrocchia per il cibo o per un tetto sotto cui dormire. Di questi 7 sono italiani senza fissa dimora, il resto migranti. È un tipo di accoglienza diverso rispetto al Cas. Noi restiamo comunità parrocchiale che agisce secondo princìpi di carità e a spese della parrocchia».

Quando la Prefettura emette una misura di revoca di accoglienza nei confronti di un richiedente asilo questi esce dalla struttura che lo ospita. I numeri della Prefettura dicono che nel 2017 su 430 revoche solo una trentina sono legate a comportamenti violenti o infrazioni delle regole. La maggioranza è legata ad allontanamenti volontari o fuoriuscite dai progetti di accoglienza che scattano quando l’immigrato, con regolare contratto di lavoro anche se a termine, supera la soglia annuale di 6mila euro e viene considerato autosufficiente. «Ce ne sono diversi a Vicofaro e Ramini – dice Biancalani – lavorano nel Macrolotto o a chiamata, per pochi euro l’ora. Escono dai progetti di accoglienza e non hanno punti di riferimento sul territorio. Quando bussano alla parrocchia parlo con loro, contatto la cooperativa che li gestiva. I più piccoli li obbligo ad andare a scuola. Sei estromesso da un Cas anche se non segui un corso d’italiano. Penso sia preferibile l’accoglienza in parrocchia, non per sempre chiaramente, alla strada, e credo che altre parrocchie oltre le mie e Marliana dovrebbero seguire il nostro esempio».

E il caso del 25enne fermato due volte (e la seconda arrestato) per spaccio? Non teme, ripetiamo, che la situazione diventi ingestibile? «Coi ragazzi facciamo riunioni, chiedo che controllino. . . Conosco la storia del 25enne arrestato. Non lo giustifico, in ogni caso. Purtroppo è andata così, ma la stragrande maggioranza sono bravissimi ragazzi in cerca soltanto di un lavoro. Tante volte, ripeto, sono gli stessi operatori delle cooperative a chiamarmi: Questo ragazzo è uscito dal progetto, sei disponibile a prenderlo? » .

Ieri sera, come lo scorso anno, alla messa “in coena domini” del giovedì santo, don Massimo ha ripetuto il rito della lavanda dei piedi. A sei parrocchiani e altrettanti migranti. Tutti di religione musulmana. «L’unico cattolico è stato arrestato».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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