Il prete di Vicofaro «Occorre maggiore professionalità»
PISTOIA. «Non penso sia professionale escludere dai progetti di accoglienza e mettere migranti per strada al primo problema». È la critica mossa da don Massimo Biancalani ai “colleghi” che gestiscono...
PISTOIA. «Non penso sia professionale escludere dai progetti di accoglienza e mettere migranti per strada al primo problema». È la critica mossa da don Massimo Biancalani ai “colleghi” che gestiscono i Cas e Sprar pistoiesi.
Le parole sono state pronunciate nella conferenza stampa indetta martedì dopo l’arresto di un 25enne nigeriano da lui ospitato a Ramini. Un’attività che lo porta il sacerdote al centro delle polemiche per la sua “accoglienza allargata”, ossia l’aprire le porte delle sue chiese ai migranti spesso rifiutati o cacciati da altre strutture. Un’attività che ha portato il prete a offrire aiuto a circa 80 persone contro i 20 previsti dal progetto ufficiale.
«Se fossero delinquenti saremo i primi a denunciarli – ha sottolineato –. Collaboriamo con le forze dell’ordine e vogliamo più controlli. Se polizia e carabinieri venissero tutti i giorni a Vicofaro e Ramini, sarebbe un deterrente per i nostro ospiti. In ogni caso la nostra opera non vive su popolarità o impopolarità: dobbiamo concentrarci su chi è abbandonato da tutti offrendo un servizio perché questi ragazzi non stiano nelle strade».(g.b.)
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