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Sichi condannato a risarcire 30.000 euro

Sichi condannato a risarcire 30.000 euro

La Corte dei conti riconosce il danno erariale per la gestione affidata nel 2005. Prescrizione per Fedeli

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SAN MARCELLO. Un danno erariale complessivo che la procura della Corte dei conti aveva quantificato in 206.000 euro quello relativo alla gestione decennale della Casetta Pulledrari affidata dalla Comunità montana nel 2005. Ma che solo in minima parte – soprattutto per l’avvenuta prescrizione – è stato riconosciuto dai giudici contabili con una sentenza emessa il 7 marzo scorso.

A dover pagare 30.000 euro (oltre agli interessi nel frattempo maturati), sarà l’ex responsabile del servizio finanziario, Giuliano Sichi, già al centro di un processo penale in corso per un ammanco milionario nella casse del disciolto ente.

Respinte invece le accuse dell’allora dirigente dell’Ufficio tecnico urbanistico, Roberto Fedeli, citato in giudizio per un presunto danno erariale di oltre 176.000 euro. La Corte dei conti ha infatti accolto in parte l’eccezione di prescrizione presentata dal suo avvocato difensore, visto che sono passati ormai più di 5 anni dal momento in cui l’eventuale danno sarebbe stato contestabile in quanto rilevabile in provvedimenti affissi all’albo pretorio. Per una cifra di circa 82.000 euro, invece, i giudici hanno ritenuto che ancora non si possa parlare di danno erariale, in quanto la Provincia (subentrata alla disciolta Comunità montana come proprietaria della Casetta Pulledrari) ha tuttora la possibilità di recuperare quei soldi dall’allora gestore.

La vicenda infatti nasce proprio dall’affidamento della gestione del complesso (che rientrava nel patrimonio agricolo forestale regionale), attribuita per 10 anni, dopo un bando di gara, a Donatella Zucconi, e poi “volturata” alla figlia, Melissa Ponis. L’atto di concessione, firmato da quest’ultima e da Fedeli il 21 febbraio 2005, prevedeva l’obbligo per il concessionario di eseguire una serie di opere e di pagare un canone annuo di 14.400 euro (il primo anticipato) e una cauzione di pari importo.

Secondo la procura della Corte dei conti, però, le opere previste nel programma-progetto presentato in sede di gara non sono mai state eseguite, e i canoni di concessione non sono mai stati pagati. Non solo. Nonostante ciò, accusa la procura contabile Fedeli avrebbe provveduto ad azzerare parzialmente la morosità erogando alla concessionaria – con una determina del 2008 – oltre 61.000 euro a titolo di rimborso di investimenti sostenuti (per un totale di quasi 190.000 euro), in compensazione del debito per i canoni arretrati fino al 2008.

A favore della Ponis erano state effettuate anche altre erogazioni, tra cui le due da 15.000 euro l’una, disposte da Sichi nel 2010 con due mandati di pagamento «in assenza di qualunque atto autorizzativo o giustificativo della spesa», violando le «più elementari regole di contabilità pubblica» con la volontà evidente «di venir meno ai propri obblighi di servizio». (m.d.)

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