Gioco
Defi, nella nuova società solo 6 riassunti su 65
Incontro in Confindustria, ribadita l’intenzione degli investitori Usa di esternalizzare la produzione
PISTOIA. È muro contro muro ormai, con la speranza che l’intervento della Regione possa determinare un cambio di direzione a una vicenda che, ad oggi, sembra avere un esito definito e infausto per una sessantina di lavoratrici Defi (ex Casatex).
Ieri mattina, in Confindustria, i sindacati (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil)e le Rsu hanno incontrato il consulente aziendale, Claudio Testa, e il liquidatore della Casatex, Francesco Giannone. Un incontro da cui i sindacalisti sono usciti «insoddisfatti», perché è stato ribadito che “Tre righe Srl”, la newco costituita dopo la vendita del marchio Pratesi alla multinazionale americana J2 Brands Group, avrà caratteristiche esclusivamente commerciali, impiegando solo 6 dei 65 lavoratori di Ponte Stella. Gli addetti all’approvvigionamento del materiale per l’acquirente americano, intenzionato a esternalizzare la produzione. I sindacati hanno chiesto all’azienda di allargare il bacino occupazionale sulla “Tre Righe Srl”, per permettere alle lavoratrici di accedere agli ammortizzatori sociali. Tra l’altro, le dipendenti della storica ditta di ricami di Ponte Stella, che produce biancheria per la casa di altissima qualità esportata in tutto il mondo (ma da alcuni anni colpita anch’essa dalla crisi), devono ancora riscuotere tre mensilità del 2017, bloccate dal tentativo di concordato e riscuotere la mensilità di febbraio 2018.
«L’investitore è interessato solo al marchio. Quello di stamani (ieri, ndr) – spiegano dalla Femca Cisl – è stato un incontro tecnico per la procedura di trasferimento di ramo d’azienda. Le lavoratrici da Defi rientrano in Casatex, e sei dipendenti passano da Casatex a “Tre righe Srl”. Le richieste sindacali, quindi, continuano a non essere accolte. Chiedevamo il passaggio di tutte le lavoratrici nella newco e il subentro di un soggetto terzo, un imprenditore che non esternalizzasse la produzione. Le dipendenti stanno anche valutando l’ipotesi di costituirsi in cooperativa, ma sembra esserci il veto dell’acquirente americano. Sappiamo che a brevissimo la Regione dovrà incontrare Federico Pratesi e ci aspettiamo subito dopo la convocazione di un’unità di crisi regionale».
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