Sicurezza
Scende in piazza il liceo di Pistoia sotto sfratto - LE FOTO
Manifestazione degli studenti del Petrocchi. Il sindaco alla Provincia: studiamo insieme la soluzione all’ex Polstrada
PISTOIA. Sono battaglieri e pretendono risposte. «Così ci tolgono il diritto allo studio» gridano i rappresentanti di istituto nei megafoni, aizzando il corteo dei loro compagni che si snoda composto lungo le vie del centro. A scendere in piazza, ancora una volta, giovedì mattina 22 marzo, sono stati gli studenti del liceo artistico Petrocchi. Chiedono soluzioni definitive ai problemi di spazio che la loro scuola affronta da anni. Aule dove poter fare lezione senza il pensiero di poter essere sfrattati, come invece capiterà a breve per le dieci classi ospitate nella succursale “Bolognini” di via del Bottaccio.
Da piazza San Francesco, muniti di fischietti, tamburi, striscioni e megafoni sfilano lungo corso Gramsci, corso Silvano Fedi e via del Can Bianco, fino a raggiungere piazza San Leone, sede della Provincia. L’ente che, nonostante tutte le difficoltà legate all’assenza di risorse, detiene ancora la gestione delle scuole superiori. A riceverli, però, non c’è nessuno, tantomeno il presidente Rinaldo Vanni. E a poco servono i cori da stadio dei ragazzi che invocano un incontro. Vanni non si fa vedere. Del resto lo aveva detto, polemizzando per la mancanza di risorse in cui l’ente è stato lasciato: «Se verranno gli studenti, non mi troveranno ad incontrarli».
E allora i ragazzi proseguono verso piazza del Duomo, dove il sindaco Alessandro Tomasi, dopo essere sceso a salutarli, risale per parlare con una delegazione di studenti. «Come sapete – sottolinea Tomasi – la competenza in materia di edilizia scolastica superiore è della Provincia, ma come Comune siamo disponibili al confronto e a ricercare una soluzione insieme». E lancia un appello al presidente Vanni: aprire un tavolo tecnico fra gli uffici del Comune e della Provincia per valutare come poter intervenire sulla sede della ex Polizia stradale di via dell’Anguillara, di proprietà di Palazzo di Giano, e che l'ente è disposto a mettere a disposizione del liceo. Una proposta già emersa nei giorni scorsi, che piace molto anche alla preside del liceo Elisabetta Pastacaldi, perché logisticamente vicina alla sede centrale di piazzetta San Pietro, e che permetterebbe a studenti e docenti di spostarsi a piedi per raggiungere i laboratori. Il primo a storcere il naso, però, è stato proprio il presidente Vanni, perché l’edificio in questione richiederebbe diversi interventi di adeguamento, prima di poter ospitare delle aule, e la Provincia non ha alcuna risorsa per intervenire.
«Conosciamo le difficoltà economiche della Provincia – prosegue il sindaco - ma non esistono edifici già pronti a ospitare una scuola. Quindi, lasciamo lavorare insieme i tecnici per capire l’importo dell’intervento da fare, e come e dove eventualmente trovare le risorse».
Tutto questo andrà fatto e completato entro settembre, quando la succursale “Bolognini” non sarà più disponibile e la scuola avrà bisogno di almeno 10 aule. «Dopo di che – conclude il sindaco – si potrà lavorare anche per trovare una soluzione definitiva e strutturale per riunire tutte le succursali del liceo artistico». Succursali che, da alcuni anni, sono disseminate fra via del Bottaccio e l’istituto Fedi-Fermi di viale Adua, più la sede staccata di Quarrata: tante, ma necessarie a contenere una scuola che continua a raccogliere iscrizioni.
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