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Vanni ai parlamentari «Salvate la Provincia»

Vanni ai parlamentari «Salvate la Provincia»

PISTOIA. Il presidente della Provincia Rinaldo Vanni ha scritto una lettera aperta ai parlamentari eletti nei collegi pistoiesi perché si diano da fare a trovare una soluzione per la paradossale...

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PISTOIA. Il presidente della Provincia Rinaldo Vanni ha scritto una lettera aperta ai parlamentari eletti nei collegi pistoiesi perché si diano da fare a trovare una soluzione per la paradossale situazione in cui si trova l’ente di piazza San Leone. Un ente che – spiega Vanni nella sua lettera – ha fatto di tutto per comportarsi bene dal punto di vista finanziario, ma si trova ugualmente – oggi – nell’impossibilità di fare un bilancio preventivo. Perché? Mancano risorse, se Vanni impilasse entrate e uscite davanti a sé, il bilancio 2018 e quello dei due anni successivi chiuderebbero in rosso di 4 milioni e rotti. E tutto questo nonostante che l’ente di piazza San Leone abbia una percentuale di indebitamento sotto l’1%, abbia razionalizzato le partecipazioni tanto da detenere a oggi una sola partecipata e abbia tagliato la spesa per il personale del 60,4% (l’obbligo previsto per legge si fermava al 50%).

L’attuale situazione, quindi, è tutta colpa dei tagli, o meglio, dei “prelievi forzosi” ( lo Stato, in caso di omessi versamenti, preleva alla fonte le entrate da RcAuto e imposta provinciale di trascrizione) previsti dalla legge di stabilità 2014, che “creano uno squilibro strutturale dell’ente, negando la copertura finanziaria necessaria per l’esercizio delle funzioni fondamentali”.

Vanni ricorda che nel corso degli anni la situazione delle Province è stata denunciata più volte e anche la Corte dei conti ha sentenziato che “la forte riduzione delle risorse destinate a funzioni esercitate con carattere di continuità ed in settori di notevole rilevanza sociale, risulta manifestamente irragionevole proprio per l’assenza di proporzionate misure che ne possano in qualche modo giustificare il dimensionamento”.

La lettera-appello si conclude invitando i parlamentari a farsi carico della situazione: non è più rinviabile “una soluzione in grado di rimuovere stabilmente quelle condizioni che di fatto si traducono in pesanti limitazioni all’attività istituzionale dell’ente, con inevitabili ed evidenti ricadute negative sul territorio e sulla comunità amministrata”.

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