L’uovo e la piramide una nuova scultura tra acqua e verde
PISTOIA. Un inno alla vita in uno dei parchi più belli della città di Pistoia. Questo è il significato di “Appesa ad un filo”, l’opera in bronzo di Elena Bianchini, donata alla città e inaugurata...
PISTOIA. Un inno alla vita in uno dei parchi più belli della città di Pistoia. Questo è il significato di “Appesa ad un filo”, l’opera in bronzo di Elena Bianchini, donata alla città e inaugurata ieri mattina nella splendida cornice di piazza della Resistenza alla presenza dell’artista, del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e del presidente del Csre-Centro studi ricerche espressive Carlo Vanni Menichi, degli assessori Alessandra Frosini e Alessandro Sabella. L’opera, dai molteplici signifivcati e ricca di rimandi e riferimenti all’arte del passato e a quella contemporanea, è realizzata con assoluto rigore, utilizzando come schema le due figure geometriche di base della piramide (con il vertice posto in alto a significare “elevazione, ascesi e slancio in verticale”) e dell’uovo (figura solida molto più complessa e densa di richiami, dalla nascita alla morte, dal rinnovamento alla decadenza).
L’opera è poi collocata al centro della grande vasca in mezzo al parco: ancora una volta un simbolo di vita, l’acqua appunto, che rappresenta lo scorrere del tempo e della fluidità delle vicende umane. Il titolo dell’opera, al femminile, probabilmente non fa riferimento all’uovo nel suo aspetto esteriore, ma al suo contenuto, cioè alla nuova vita che in esso è custodita e protetta.
«Oggi è avvenuta la firma della donazione di un'opera che avremo l'onore e l'onere di preservare - ha esordito il sindaco Tomasi - Passo dopo passo faremo tutto quello che è necessario per dare una nuova riqualificazione a uno dei parchi più belli e più importanti della città. Grazie a Elena Bianchini che ci ha donato quest’opera esposta fino a poco tempo fa al Performance Art Festival (Paf) a Vinci. La sua collocazione qui rappresenta la riqualificazione di un parco sul quale stiamo investendo continuamente».
Alessandra Tuci
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