Sicurezza
Giostra, nel processo le indagini a sorpresa della pubblica accusa
Il pm deposita una memoria integrativa, chiama a deporre in aula nuovi testimoni e modifica il capo d’imputazione
PISTOIA. Nuovi accertamenti, ulteriori deposizioni. Raccolti in una memoria depositata a sorpresa agli atti nel corso di un dibattimento che sembrava ormai giunto alle fasi conclusive. Assieme alla modifica del capo d’imputazione. Insomma, la procura delle Repubblica è entrata con una rinnovata energia nel processo per la morte di due cavalli nella Giostra dell’Orso 2014.
Le nuove indagini. È stato il sostituto procuratore Giuseppe Grieco a sedere ieri sul banco della pubblica accusa, nel ruolo fino alla scorsa udienza affidato a viceprocuratori onorari. E, codice di procedura penale alla mano, mettendo a sorpresa nuove carte in tavola. In particolare i risultati di un supplemento di indagine affidato appena un paio di settimane fa ai carabinieri della sezione di pg con l’obiettivo di chiarire punti (9 per la precisione) ritenuti essenziali alla luce di quanto finora emerso nel dibattimento, in particolare in base alle tesi difensive. Accertamenti sull’esistenza dei “passaporti” dei cavalli ritenuti idonei a partecipare alla Giostra; sulle radiografie fatte loro durante le visite; sul regolamento della Giostra e sulla sua genesi; sugli infortuni mortali simili avvenuti prima del 2014...
Indagini riassunte nella memoria completate dalla polizia giudiziaria a fine mattinata e depositata ieri pomeriggio nelle mani del giudice dal pm. E che gli avvocati difensori potranno studiare in vista dell’udienza del prossimo 4 maggio, quando saranno sentiti quattro nuovi testi dell’accusa.
Il capo d’imputazione. Depositata dal pm anche una modifica del capo d’imputazione. I reati contestati agli imputati restano gli stessi ma sono stati chiariti dei passaggi che potevano essere male interpretati.
Il capo A), quello per il reato di maltrattamento di animali, è stato integrato con un “ovvero”, per specificare meglio le ipotesi alternative per le quali la procura lo contesta: reato di cui è responsabile “senza necessità cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche...».
In pratica, tale reato si configurerebbe indipendentemente dall’infortunio mortale, anche per il solo fatto di aver costretto a correre un cavallo nonostante non avesse le caratteristiche compatibili con quel tipo di gara.
Quindi il capo B) in cui è stato chiarito che fra le responsabilità del capo della commissione veterinaria Rinnovati rientrava anche quella di far rispettare il regolamento: un’omissione che costituisce secondo il pm un reato.
Il perito del pm. L’udienza di ieri avrebbe dovuto essere dedicata unicamente alla nuova testimonianza del perito dell’accusa, Rosario Fico, responsabile del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria. Riconvocato dalla giudice Jacqueline Magi per alcuni chiarimenti. Soprattutto sulla circonferenza delle zampe anteriori di Oracle Force, di 16,5 centimetri invece che di almeno 18 come previsto dal regolamento. Impossibile secondo lui che si siano ridotte dopo la morte come sostenuto dal perito delle difese, il cui esperimento a sostegno si era basato su zampe di cavalli macellati e, di conseguenza, dissanguati prima della morte: i tessuti di Oracle erano rimasti irrorati e non è possibile che si siano ristretti. E se anche nella zampa ferita fosse ipoteticamente accaduto per una grave emorragia, che non c’è stata – ha detto – l’altra zampa, sana, aveva pure essa un diametro di soli 16,5 centimetri.
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
