Toscana
La furia della dirigente «Ipotesi improponibile quella dei doppi turni»
Per Elisabetta Pastacaldi l’unica soluzione è trovare i soldi per trasferire gli studenti nell’ex sede della Polizia stradale
PISTOIA. «Impossibile per noi fare i doppi turni. I ragazzi tornerebbero a casa alle 10 di sera».
È irremovibile la preside del liceo artistico Petrocchi Elisabetta Pastacaldi, che in una lunga lettera di sfogo, con passaggi dai toni piuttosto duri, ribatte alla proposta del presidente della Provincia Rinaldo Vanni. Il motivo dello scontro è la notizia dello sfratto, dal prossimo 10 aprile, delle aule del Petrocchi ospitate da decenni nella succursale Bolognini di via del Bottaccio, La proprietà a cui la Provincia, da anni, paga l’affitto, ha messo in vendita l’immobile, anche se gli accordi prevedevano l’utilizzo delle aule fino alla fine dell’anno scolastico. E Vanni, come unica opzione, ha avanzato quella di sdoppiare l’orario scolastico in due turni, tendendo aperta la scuola anche nel pomeriggio, così da consentire a tutti gli studenti di fare lezione nella sede centrale di piazzetta San Pietro.
Una proposta che la dirigente non esita a definire «assurda», poiché «lede il diritto allo studio ed è frutto di una mancata conoscenza del funzionamento della scuola». E aggiunge: «La ex sede della polizia stradale (il riferimento è all’edificio in disuso di via dell’Anguillara, di proprietà del Comune, e che Palazzo di Giano aveva messo a disposizione, ndr) è la migliore soluzione tra tutte quelle prospettate fino a questo momento».
Idea che, però, il presidente della Provincia vede come molto improbabile, perché la struttura – oltre a necessitare di un cambio di destinazione d’uso – richiederebbe un ingente investimento di risorse, circa 200.000 euro, per la messa a nuovo di impianti e murature. Soldi che l’ente di piazza San Leone, nella battaglia quotidiana per scongiurare il dissesto, non ha.
Anche per questo la dirigente Pastacaldi – che è alla guida del liceo dal 2007, e che ha visto crescere i suoi studenti in maniera esponenziale, trovandosi a fronteggiare spazi troppo stretti per un liceo che viene scelto anche da fuori provincia – invoca una collaborazione proprio tra scuola, Provincia e Comune per trovare una soluzione, ma soprattutto le risorse necessarie, al problema logistico.
Un problema che si trascina da anni senza che sia mai stata individuata una struttura abbastanza grande da riunire tutti i ragazzi disseminati tra le sedi distaccate del Bolognini e di viale Adua. Nell’immediato, comunque, la priorità è trovare un’alternativa alla succursale di via del Bottaccio, che dal 10 aprile non potrà più ospitare i 180 studenti del Petrocchi, il cui sfratto è già stato notificato alla Provincia. «Forse – dice la dirigente puntando il dito contro la Provincia – se si fosse fatta mente locale sul problema degli spazi del liceo quando la scuola ha cominciato a crescere, ovvero diversi anni fa, e quando i soldi ancora c’erano, oggi non saremmo a questo punto».
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