Redditi dei parlamentari: Bini vince la “gara” della trasparenza
Come l’ex deputato Fanucci ha dichiarato nel 2017 circa centomila euro, ma la neo senatrice pubblica tutto il suo 730
PISTOIA. Hanno incassato circa centomila euro lordi, in linea con quanto dichiarato negli anni passati. È quanto dichiarato dai deputati uscenti Caterina Bini ed Edoardo Fanucci nella dichiarazione dei redditi 2017. Parliamo di dati contabili – va specificato – e perciò non riferiti ai redditi dell’anno scorso ma bensì al 2016. È quanto risulta dalle dichiarazioni dei redditi consultabili nel sito parlamento.it dove sono stati pubblicati i modelli 730 e Unico dei parlamentari italiani. Una pubblicazione che ha sicuramente meno appeal visto le elezioni dello scorso 4 marzo, ma alla quale, seguendo quanto stabilito dalla legge, i due parlamentari uscenti non si sono sottratti. E l’operazione trasparenza, come il risultato elettorale, alla fine premia la Bini: il suo collega (anzi ex) Edoardo Fanucci pubblica il “minimo sindacale”, mentre la neo senatrice rende noto l’intero 730.
Una scelta che aveva contraddistinto i due deputati anche in passato. Nel 2016, ad esempio, la Bini aveva pubblicato l’intera dichiarazione dei redditi, mentre Fanucci si era limitato a rendere noto il solo quadro “RN”. Per il 2016 il bocconiano di Montecatini ha invece consegnato il prospetto di liquidazione relativo all’assistenza fiscale prestata dal Caf “Cgn spa”. Una scelta legittima e corretta dal punto di vista del rispetto della legge, che per altro consente di non rendere pubblici dati sensibili come le spese mediche sostenute, ma che non permettono di conoscere particolari come, ad esempio, quanto versato al Partito democratico.
Dalla documentazione pubblicata da Caterina Bini, a proposito, si scopre che nel 2016 ha elargito “erogazioni liberali in denaro a favore dei partiti politici” (ossia al Pd) pari a 25.200 euro. Una cifra leggermente inferiore rispetto a quella versata nel 2015, ossia 28.800 euro. Sempre dal 730 della neo senatrice si scopre che ha effettuato anche “erogazioni liberali in denaro a favore di Onlus” per 650 euro, mentre l’anno precedente erano pari a 300.
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Per il resto, come detto, i due deputati hanno dichiarato un reddito di poco inferiore a centomila euro. La Bini non ha dichiarato altre entrate rispetto allo stipendio da parlamentare eccetto la casa in cui vive. Il suo reddito complessivo è stato pari a 99.401 euro, quello imponibile 98.458. Su questi ha pagato 35.507 euro di imposte che, al netto degli oneri deducibili (comprese le erogazioni di cui abbiamo scritto prima), diventano 27.115 ottenendo quindi un rimborso di 7.998 euro. I dati sono in linea con quanto dichiarato nel 2016 (quindi riferito ai redditi del 2015), così come sono simili anche nelle ultime due dichiarazioni dei redditi presentato da Fanucci. L’ex deputato nel 2017 ha dichiarato un reddito complessivo pari a 103.896 (101.096 nel 2016) mentre quello imponibile è stato pari a 98.731 (95.936 l’anno prima). Su questi ha pagato 35.264 euro di imposte che, al netto di detrazioni e crediti d'imposta, diventano 15.639.
L’unico elemento particolare che emerge dagli atti consegnato da Edoardo Fanucci non si trova nei documenti fiscali, ma nella “Dichiarazione delle cariche ricoperte e delle funzioni svolte”. Un’autocertificazione (ai sensi del paragrafo 3, comma primo del codice di condotta dei deputati) da cui si scopre che il primo dicembre del 2017 ha cessato il suo incarico nella “Sa Costeddu srl” società unipersonale con sede a Montecatini.
Un’attività che era stata al centro delle polemiche la scorsa estate e che gli era valso un attacco da parte del Movimento 5 stelle. «Il deputato Edoardo Fanucci – si leggeva lo scorso luglio in una nota dell’area comunicazione M5S-Regione Toscana pubblicata – ci risulta ancora socio unico di una società, la Sa Costeddu srl,che detiene il 22% de La Giostra srl, impresa che gestisce scommesse. Tutto lecito, ovviamente, anche se sull’opportunità ci permettiamo di pensarla diversamente». «Incarico cessato», ha dichiarato Fanucci lo scorso 23 gennaio, così come è cessato, lo scorso 4 marzo, anche il suo incarico nel parlamento italiano.
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