Il Tirreno

Pistoia

Colomeiciuc: lascio una banca in salute

Il presidente dimissionario della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia Alessio Colomeiciuc
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Il presidente dimissionario della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia Alessio Colomeiciuc

Il messaggio dell’ultimo presidente Caripil. «Banca Alta Toscana, progetto valido ma non più attuale. Allora mi sono dimesso»

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PISTOIA. A metà gennaio si è dimesso da presidente e ora spiega le ragioni di quel gesto. E, contemporaneamente, tira le somme dei suoi cinque anni alla guida della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, ora che la vicenda della banca di via Roma si avvia alla conclusione (l’assemblea che sancirà l’incorporazione in Intesa Sanpaolo è già convocata per il 27 marzo).

Alessio Colomeiciuc, 61 anni, avvocato, è l’ultimo pistoiese ad essersi seduto sulla poltrona di presidente della banca cittadina. Un simbolo, anche involontario, della rivoluzione che ha cambiato, in Toscana come nel resto d’Italia, il mondo delle banche. Una rivoluzione che ha fatto a pezzi istituti storici, come il Monte dei Paschi o Banca Etruria, e che ha trasformato in prede sigle storiche come quelle della Cassa di risparmio di Prato o della Cassa di San Miniato.

Non a Pistoia, però. Colomeiciuc spiega nella sua lunga lettera di saluto che l’istituto di via Roma ha incontrato, certo, pesanti difficoltà, ma che ora è perfettamente in salute. E che solo il cambio di strategia della controllante Intesa Sanpaolo ha fermato l’ambizioso progetto di fare della Caripil la grande banca dell’Alta Toscana, da Pistoia a Lucca, a Massa.

“Non è stata – scrive Colomeiciuc – una scelta facile (quella delle dimissioni, ndr), avendo fin dalla nomina condiviso con entusiasmo il progetto di una inedita e grande banca dell’Alta Toscana, parte integrante del più importante gruppo bancario italiano, ritenendo tale progetto un essenziale contributo al necessario riassetto dell’intero sistema creditizio regionale, letteralmente devastato dalla crisi degli anni scorsi. Nell’ottobre del 2017, a seguito della anticipata vendita dell’intera quota azionaria della Fondazione Caripit e della annunciata incorporazione della banca, ho dovuto prendere atto che quel progetto aveva obiettivamente perduto la sua attualità, ma non il suo valore”.

Da questa valutazione, appena intrisa di amarezza, il presidente uscente parte per tracciare un bilancio del suo quinquennio. “Per effetto della recessione e delle sue strutturali conseguenze sul vasto, ma fragile tessuto imprenditoriale dell'Alta Toscana, la Cassa di risparmio ha dovuto gestire una drammatica ristrutturazione economica e produttiva, riflessa nell'impetuoso incremento dei crediti deteriorati, passati in pochi anni dai 394 milioni del 2011 agli oltre 720 milioni del 2016 (con sofferenze lorde passate dai 245 milioni del 2011 ai 511 milioni del 2016). Nonostante rettifiche di valore per circa 300 milioni di euro, il consiglio di amministrazione e la direzione generale sono comunque riusciti ad assicurare un essenziale rafforzamento patrimoniale della banca, oggi inequivocabilmente attestato da un Cet1 superiore al 20 % e da un total capital ratio superiore al 21 %”.

Non solo: in questa difficile fase, la banca pistoiese ha completato l’integrazione con Intesa Sanpaolo “sempre salvaguardando i livelli di occupazione, rimasti sostanzialmente costanti nel quinquennio 2012-2017 ed oggi attestati su circa 700 unità”. Per di più, la Caripil, secondo Alessio Colomeiciuc, ha lavorato innanzitutto “perché il territorio dell’Alta Toscana comprendesse e condividesse le (forse irripetibili) opportunità offerte dalla “nuova” Cassa di risparmio”. Inoltre ha cercato di promuovere “un costante dialogo con le forze economiche e le piccole e medie imprese di ogni settore e dimensione” e ha agevolato gli sforzi volti a sperimentare forme nuove di collaborazione tra città e istituzioni vicine, ma anche tra imprese. Infine, un grande impegno sul “terziario avanzato” e in particolare sul turismo legato alla cultura.

Come in ogni saluto che si rispetti, da ultimo arrivano infine i ringraziamenti. A cominciare da quelli “alla Fondazione Caripit, ad Intesa Sanpaolo ed al suo amministratore delegato Carlo Messina, per avermi consentito di vivere una straordinaria esperienza, dalla quale ho imparato molto sulle istituzioni finanziarie che determinano, con la loro quotidiana azione, larga parte della vita delle nostre comunità”.

Fabio Calamati



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