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FdI: sono un pericolo per tutti i centri di don Biancalani

FdI: sono un pericolo per tutti i centri di don Biancalani

PISTOIA. Don Masssimo Biancalani “sta mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini, quella degli stessi suoi ospiti ed impedendo ogni possibilità di integrazione”. È un attacco durissimo al...

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PISTOIA. Don Masssimo Biancalani “sta mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini, quella degli stessi suoi ospiti ed impedendo ogni possibilità di integrazione”. È un attacco durissimo al parroco di Vicofaro e Ramini, quello che arriva dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Lorenzo Galligani e Gabriele Sgueglia. Il sacerdote, impegnato da tempo nell’accoglienza dei migranti, trascurerebbe “per la propria rigida impostazione ideologica di trasmettere a queste persone l’importanza del rispetto della legge penale e delle regole minime di convivenza civile”. Per questo i due consiglieri “ritengono evidente” che “si imponga una seria riflessione sull’opportunità di tenere aperti i centri coinvolti alla luce dei ripetuti episodi criminosi e sull’efficacia del modello di integrazione che questi propongono ed attuano”.

L’ultimo di questi episodi è l’arresto di uno dei circa 70 migranti ospitati a Vicofaro, dopo essere stato sorpreso a spacciare marijuana in centro storico. Ma prima c’era stato il litigio in cui uno dei ragazzi ospiti era rimasto ferito e prima ancora un altro migrante arrestato nel novembre 2017.

Opposte le valutazioni dell’Assemblea permanente antifascista e antirazzista di Vicofaro, che ieri ha diffuso una nota in cui l’ultimo arresto sarebbe “la conferma ormai di una vera e propria escalation, se non persecuzione in atto da tempo nei confronti del Centro di accoglienza di Vicofaro”. Tutto questo mentre invece i centri gestiti da don Massimo sono “un’operazione coraggiosa di accoglienza e di umanità che inevitabilmente è condotta sul filo dell’emergenza e che mette nel conto episodi incresciosi, come quelli avvenuti negli ultimi giorni”. E l’assemblea si chiede: se non ci fossero queste strutture, “che fine farebbero queste decine e decine di ragazzi?”.

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