Gioco
Regione al lavoro sull’uso dei diserbanti «Patto con le aziende»
PISTOIA. Quasi la metà delle stazioni di monitoraggio delle acque superficiali del territorio della provincia hanno rilevato livelli superiori a quelli consentiti di fitofarmaci. E ben 10 su 14...
PISTOIA. Quasi la metà delle stazioni di monitoraggio delle acque superficiali del territorio della provincia hanno rilevato livelli superiori a quelli consentiti di fitofarmaci. E ben 10 su 14 stazioni, in un crescendo di allarme dalla Valdinievole all’area più critica lungo i torrenti Brana, Ombrone e Fosso Quadrelli, hanno rilevato valori più alti di un unico principio attivo. In cinque casi questo principio in eccesso era il glifosato, il diserbante più diffuso in agricoltura e vivaismo, usato per contrastare le erbe infestanti.
Dopo anni di dibattito sul rapporto tra vivaismo e uso di fitofarmaci, il quadro che l’Arpat ha dipinto nei giorni scorsi torna a destare allarme. Il rapporto dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale indica chiaramente la necessità di “energici correttivi delle pratiche agricole, di misure di limitazione o eliminazione di diserbanti, di incentivare azioni di recupero delle acque di innaffiatura e di valutazione di una modifica alla disciplina delle acque di dilavamento della vasetteria”.
Consigli da applicare se si vuol raggiungere fissato dalla Regione per il 2021: il raggiungimento di Buono stato ecologico.
La Regione. Attenzione ai dati e consapevolezza di un lavoro da fare, continuando il tavolo di confronto in essere tra enti pubblici ed interlocutori del settore, viene da Federica Fratoni. Assessore all’ambiente regionale che il territorio in questione lo conosce bene, visto che è il suo.
«Stiamo approfondendo i dati – dice Fratoni – ma siamo comunque vicini alla presentazione del nuovo piano di tutela dell’acqua che conterrà una sezione specifica per l’utilizzo dei fitofarmaci, con le distanze da rispettare per migliorare la qualità dell’acqua».
Fratoni non anticipa se e quali novità ci saranno. I dati Arpat evidenziano i pericoli di contaminazione da fitofarmaci nelle acque superficiali mentre sulle falde, finora nella norma, rilancia il pericolo di vulnerabilità in tale situazione. In più il report evidenzia anche, parlando di rilevamenti in acque superficiali destinate alla potabilizzazione vicine a coltivazioni, l’inefficacia delle zone di rispetto.
«Il tavolo di concertazione è attivo e lo stiamo portando avanti sia come assessorato all’Ambiente che come assessorato alla Sanità, includendo Arpat, Asl ma anche Distretto e Associazione Vivaisti. Sono attenti e sensibili al tema e il tavolo, oltre a stabilire parametri e limiti, deve includere un lavoro d’insieme. Abbiamo bisogno di un patto con l’impresa».
Il glifosato. Nella gamma degli erbicidi più usati, il glifosfato (spesso usato anche lungo binari e autostrade) è stato quello più criticato nel 2017. Anche perché è il più usato in quanto è il più economico. L’Unione Europea ha fissato per il 2022 lo stop all’uso di questo erbicida chimico che in Italia è limitato da una serie di norme e vietato nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, come parchi, giardini e campi sportivi. Di qualche settimana fa la decisione di un gruppo di sindaci delle zone del Prosecco di vietarne l’uso dal 2019.
Elisa Pacini
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