Il Tirreno

Pistoia

«A rischio il futuro del convitto De Franceschi»

«A rischio il futuro del convitto De Franceschi»

Lanciano l’allarme i sei educatori: con le nuove regole di ingresso c’è il timore di un crollo di iscritti

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PISTOIA. Convitto De Franceschi-Pacinotti: cambiano le disposizioni per le iscrizioni ed è subito allarme tra gli educatori. Con una lunga lettera indirizzata alla dirigente dell'Ufficio scolastico di Pistoia Laura Scoppetta, alla preside dell’istituto scolastico Anna Maria Corretti, al sindaco di Pistoia, all’assessore all’educazione Alessandra Frosini e ad altri enti coinvolti, sei educatori del convitto, appoggiati dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Cobas e Sgb, lanciano il loro grido di allarme per la possibile chiusura del servizio, da sempre collegato all’istituto agrario di via Dalmazia (che di recente ha “assorbito” anche l’istituto professionale Pacinotti).

Il motivo sono le nuove disposizioni, introdotte dal consiglio di istituto il 9 febbraio scorso e leggibili sul sito della scuola, per l’iscrizione al convitto, che attualmente ospita una settantina di ragazzi maschi, compresi quelli (semi-convitto) che ci mangiano senza dormirci. Tra le nuove disposizioni, ad esempio, c’è il versamento della 1° rata di iscrizione di 50 euro entro marzo e la quota del convitto di 230 euro (una mensilità) entro il 5 luglio. Prima, spiegano gli educatori, la quota veniva pagata a settembre. «Buona parte dei convittori sono ragazzi del mondo del calcio giovanile - spiegano gli educatori- ma se a luglio non sono ancora formate le squadre, le famiglie non sono incentivate ad iscrivere i propri figli».

Nella lunga lettera gli educatori sono preoccupati che il convitto non riesca più a raggiungere la soglia minima di iscritti che ne consente l’apertura. Con la legge 244 del 2007 una struttura che non raggiunge i 30 iscritti al convitto e i 40 al semi-convitto o solo 40 al convitto (senza semi-convittori) è a rischio chiusura. E così gli educatori statali ministeriali rischiano il posto.

Una nota della preside Corretti spiega che le novità introdotte dovrebbero servire «per trovare una procedura trasparente ed efficace per il contenimento del divario sostanziale, rilevato all'inizio dell'anno scolastico, fra il numero di iscritti e quello degli effettivi frequentanti del convitto». La soluzione è appunto una modifica al regolamento del convitto che prevede il versamento di una quota d’iscrizione di 50 euro per i convittori e 10 per i semiconvittori.

Anche la preside Corretti sottolinea che «è auspicabile un incremento delle presenze; il servizio offerto dal Convitto sarà maggiormente pubblicizzato, perché è un'offerta importante per assicurare il diritto allo studio ai ragazzi che provengono da località lontane e disagevoli per lo spostamento quotidiano verso la scuola; in questo modo la struttura potrà rimanere aperta, in misura congrua all'effettiva richiesta dell'utenza scolastica».

Alessandra Tuci

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