Il Tirreno

Pistoia

«I licenziamenti alla Defi sono un caso disumano»

di Tommaso Artioli
«I licenziamenti alla Defi sono un caso disumano»

Don Tavanti si schiera con le operaie a rischio dopo la cessione alla finanziaria Usa «Non resterete mai sole». E Vescovi (Lega) chiede l’apertura di un tavolo regionale

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CASALGUIDI. Nella vicenda legata alla crisi della Defi di Ponte Stella interviene in prima persona il parroco di Casalguidi, don Alessio Tavanti, auspicando l’apertura di un tavolo di confronto per scongiurare i licenziamenti.

Con l’accordo per la cessione del marchio a una società statunitense, nell’azienda di biancheria della famiglia Pratesi rischiano infatti il posto una sessantina di dipendenti, quasi tutte donne addette alla produzione, che mercoledì hanno dato vita a un presidio di fronte alla sede di Confindustria a Pistoia.

«Penso ai volti, agli occhi lucidi e speranzosi ma sconfortati degli operai dell’azienda Pratesi presente nel mio territorio parrocchiale – scrive in un post su Facebook don Tavanti – Si annuncia aria di licenziamenti per la vendita del marchio a un’azienda americana. Senza entrare in merito ai perché della vendita da parte dei titolari, mi sembra profondamente disumano, tanto meno cristiano, non aver pensato alla tutela dei dipendenti nel cambio di guardia e nella vendita. Il lavoro non può in nessun modo essere diminuito nel suo aspetto più profondo che è diritto e estensione della libertà e della dignità umana».

«Ho promesso ai dipendenti – prosegue – che il parroco di Casalguidi e la parrocchia tutta non starà ad osservare quanto accade, ma, nei limiti della sua missione, si fa accanto a ognuno di loro e chiederà, possibilmente in concerto con le altre istituzioni sociali, un tavolo di confronto. Non deve in nessun modo passare in silenzio un fatto così grave. Non sono 60 dipendenti a perdere un lavoro stabile: vanno calcolate le famiglie. È una sconfitta. Vi siamo vicini, non è un proclama questo, è invece alzare la voce. Il silenzio è il peggior modo per reagire: diamo voce a questi fratelli operai e chi ha voluto comprare un marchio italiano abbia il coraggio di investire sul valore umano e produttivo dei dipendenti».

A chiedere l’attivazione di un confronto per salvaguardare i posti di lavoro è anche il consigliere regionale della Lega, appena eletto al Senato, Manuel Vescovi. «La situazione della Defi risulta particolarmente complessa e dai potenziali sviluppi per nulla positivi per le lavoratrici – afferma –. In questi casi è necessario che le tempistiche d’intervento a sostegno dei dipendenti siano le più stringenti possibili. La regione Toscana non può stare a guardare: chiediamo che si attivi immediatamente un confronto fra i vari protagonisti per capire che tipo di soluzione si possa adottare per preservare le decine di posti di lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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