Il Tirreno

Pistoia

Rapina in una gelateria: «Datemi i soldi o vi ammazzo tutti e due»

Massimo Donati
Rapina in una gelateria: «Datemi i soldi o vi ammazzo tutti e due»

Pistoia, bandito armato di pistola rapina una gelateria: «Ho cercato di spingerlo fuori ma mi ha colpito con l’arma sul collo»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Ho cercato di buttarlo indietro, di non farlo entrare. Poi mi ha dato un colpo qua, sul collo, con la pistola. E mi ha spinto dentro. “Datemi i soldi o vi ammazzo tutti e due!” urlava puntandoci l’arma contro. “Mi servono per comprare le medicine a mia madre”. E glieli abbiamo dati. È andata bene: ci ha preso i soldi, ma non ci ha sparato».

Rapina poco prima della mezzanotte di domenica 4 marzo alla gelateria “Parè” di viale Pacinotti. A minacciare marito e moglie con una semiautomatica, un uomo di mezz’età, probabilmente pistoiese, con il volto coperto da una sciarpa, che si è poi dileguato a piedi con il bottino: circa 400 euro. Senza esito le ricerche in zona della polizia, scattate immediatamente.

A raccontare quei drammatici momenti, Alessio Filetti e la moglie Assunta Pancioni, di Quarrata, che si stavano apprestando a chiudere la loro gelateria, che si trova a due passi dalla rotatoria di Porta Lucchese. «Eravamo noi due soli, stavamo chiudendo – spiega Alessio Filetti – Avevamo già chiuso le tende e la porta era aperta. Abbiamo visto quell’uomo lì fuori, si è affacciato: “C’è nessuno? Siete chiusi?” ha chiesto. Sono uscito e gli ho detto che stavamo chiudendo. Si è allontanato ma poi è tornato. Ero sulla porta, ha cercato di spingermi dentro. Aveva la pistola in mano ma ho resistito, ho provato a buttarlo fuori. Poi mi ha dato un colpo con la pistola, qua» continua indicandosi la base del collo il titolare, che a quel punto, quasi perdendo l’equilibro, è stato costretto a indietreggiare barcollando.

«Ha alzato la pistola e ha cominciato a urlare: “Datemi i soldi o vi ammazzo tutti e due”. Non so se era vera quella pistola. La guardavo, non aveva il tappo rosso, e poi era pesante, l’ho sentito quando mi ha colpito».

A quel punto la moglie Assunta ha aperto la cassa. «Ho tirato fuori il cassetto e l’ho messo lì sul bancone. Dentro c’erano un centinaio di euro. “Non ci sono che questi” ho detto. “Ma a me non bastano. Devo comprare le medicine a mia madre” ha urlato. Allora ho detto a Alessio di dargli quello che aveva in tasca».

E il marito ha tirato fuori le banconote che aveva nella tasca dei pantaloni, circa 300 euro.

«E glieli ho dati – spiega l’uomo – E lui è scappato fuori. Sono corso fuori anch’io, per inseguirlo. Mentre lei – aggiunge indicando la moglie – chiamava il 113. Quando sono uscito ho visto che era accucciato dietro una macchina, e mi sono fermato, per paura che mi vedesse. Poi l’ho inseguito fino alla farmacia, ma lì l’ho perso, perché avevo il fiatone ero in debito di ossigeno. È scappato verso San Vitale. Ho chiesto ad alcuni passanti se avessero visto un uomo correre ma nessuno si era accorto di niente».

Un paio di minuti, e in zona sono arrivate le pattuglie della polizia: Mobile, Volante e Digos, che erano impegnate nelle vicinanze per via delle elezioni. I poliziotti hanno passato al setaccio strade e vicoli, ma del bandito non hanno trovato traccia. E dalle registrazioni dell’impianto di videosorveglianza non pare siano emersi elementi utili per arrivare alla sua identificazione.

«Era sicuramente italiano, secondo me pistoiese – racconta Assunta Pancioni – Aveva un piumino verde, un cappello verde e una sciarpa a quadri che quando parlava gli cascava in continuazione: ma lui se la ritirava su, con la mano. Avrà avuto una cinquantina d’anni e anche di più. Ma forse se li portava male. Diceva che i soldi gli servivano per comprare le medicine alla mamma».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa