Sicurezza
Rapina in una gelateria: «Datemi i soldi o vi ammazzo tutti e due»
Pistoia, bandito armato di pistola rapina una gelateria: «Ho cercato di spingerlo fuori ma mi ha colpito con l’arma sul collo»
PISTOIA. «Ho cercato di buttarlo indietro, di non farlo entrare. Poi mi ha dato un colpo qua, sul collo, con la pistola. E mi ha spinto dentro. “Datemi i soldi o vi ammazzo tutti e due!” urlava puntandoci l’arma contro. “Mi servono per comprare le medicine a mia madre”. E glieli abbiamo dati. È andata bene: ci ha preso i soldi, ma non ci ha sparato».
Rapina poco prima della mezzanotte di domenica 4 marzo alla gelateria “Parè” di viale Pacinotti. A minacciare marito e moglie con una semiautomatica, un uomo di mezz’età, probabilmente pistoiese, con il volto coperto da una sciarpa, che si è poi dileguato a piedi con il bottino: circa 400 euro. Senza esito le ricerche in zona della polizia, scattate immediatamente.
A raccontare quei drammatici momenti, Alessio Filetti e la moglie Assunta Pancioni, di Quarrata, che si stavano apprestando a chiudere la loro gelateria, che si trova a due passi dalla rotatoria di Porta Lucchese. «Eravamo noi due soli, stavamo chiudendo – spiega Alessio Filetti – Avevamo già chiuso le tende e la porta era aperta. Abbiamo visto quell’uomo lì fuori, si è affacciato: “C’è nessuno? Siete chiusi?” ha chiesto. Sono uscito e gli ho detto che stavamo chiudendo. Si è allontanato ma poi è tornato. Ero sulla porta, ha cercato di spingermi dentro. Aveva la pistola in mano ma ho resistito, ho provato a buttarlo fuori. Poi mi ha dato un colpo con la pistola, qua» continua indicandosi la base del collo il titolare, che a quel punto, quasi perdendo l’equilibro, è stato costretto a indietreggiare barcollando.
«Ha alzato la pistola e ha cominciato a urlare: “Datemi i soldi o vi ammazzo tutti e due”. Non so se era vera quella pistola. La guardavo, non aveva il tappo rosso, e poi era pesante, l’ho sentito quando mi ha colpito».
A quel punto la moglie Assunta ha aperto la cassa. «Ho tirato fuori il cassetto e l’ho messo lì sul bancone. Dentro c’erano un centinaio di euro. “Non ci sono che questi” ho detto. “Ma a me non bastano. Devo comprare le medicine a mia madre” ha urlato. Allora ho detto a Alessio di dargli quello che aveva in tasca».
E il marito ha tirato fuori le banconote che aveva nella tasca dei pantaloni, circa 300 euro.
«E glieli ho dati – spiega l’uomo – E lui è scappato fuori. Sono corso fuori anch’io, per inseguirlo. Mentre lei – aggiunge indicando la moglie – chiamava il 113. Quando sono uscito ho visto che era accucciato dietro una macchina, e mi sono fermato, per paura che mi vedesse. Poi l’ho inseguito fino alla farmacia, ma lì l’ho perso, perché avevo il fiatone ero in debito di ossigeno. È scappato verso San Vitale. Ho chiesto ad alcuni passanti se avessero visto un uomo correre ma nessuno si era accorto di niente».
Un paio di minuti, e in zona sono arrivate le pattuglie della polizia: Mobile, Volante e Digos, che erano impegnate nelle vicinanze per via delle elezioni. I poliziotti hanno passato al setaccio strade e vicoli, ma del bandito non hanno trovato traccia. E dalle registrazioni dell’impianto di videosorveglianza non pare siano emersi elementi utili per arrivare alla sua identificazione.
«Era sicuramente italiano, secondo me pistoiese – racconta Assunta Pancioni – Aveva un piumino verde, un cappello verde e una sciarpa a quadri che quando parlava gli cascava in continuazione: ma lui se la ritirava su, con la mano. Avrà avuto una cinquantina d’anni e anche di più. Ma forse se li portava male. Diceva che i soldi gli servivano per comprare le medicine alla mamma».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
