Attenzione
Rapina, condannati madre e figlio
Derubarono e investirono con l’auto un ultranovantenne: 5 anni
PISTOIA. Grazie al colpo d’occhio di un maresciallo dei carabinieri amante del footing, erano stati individuati e denunciati a tempo di record. E martedì scorso, madre e figlio, autori di una rapina messa a segno il 6 febbraio 2014 ai danni di un anziano allora 93enne appena uscito dal supermercato Conad di via dello Stadio, sono stati condannati a 5 anni di reclusione dal tribunale collegiale.
Madre e figlio – 27 anni lui e 63 lei – sono entrambi residenti nel campo di via Ciliegiole. La mattina del 6 febbraio di quattro anni fa, i due avevano avvicinato l’anziano pensionato con la scusa di avere delle indicazioni stradali per raggiungere l’ospedale. A un certo punto, mentre la donna lo distraeva, il figlio era riuscito a sfilargli dalla tasca del soprabito il portafoglio. I due si erano subito allontanati per dirigersi verso la loro auto, ma il 93enne pensionato, a dispetto della sua età, li aveva inseguiti gridando loro di restituirgli i soldi e cercando di bloccarli. Ma, urtato dallo specchietto retrovisore, era stato scaraventato a terra.
Mentre sul posto accorrevano i carabinieri del Norm, l’auto dei due ladri – una Opel di colore verde – era stata scorta poco lontano da un maresciallo della Stazione di Capostrada che, libero dal servizio, stava facendo footing attorno allo stadio. Il militare, in un primo momento aveva pensato u un incidente stradale, e si era annotato mentalmente il numero di targa, memorizzando inoltre il volto del conducente e della donna che era insieme a lui nell’abitacolo. E subito aveva telefonato con il cellulare alla centrale operativa del 112.
Così, quando il pensionato rapinato (medicato all’ospedale per le ferite riportate nella caduta sull’asfalto e dimesso con una prognosi di 6 giorni), poco dopo, aveva spiegato di essere stato vittima di una rapina, quegli elementi erano diventati preziosi per gli investigatori.
La mattina dopo i carabinieri del Norm, si erano presentati al campo nomadi di via Ciliegiole. A niente era servito a madre e figlio staccare i cavi della batteria dell’Opel nel tentativo di simulare che l’auto fosse guasta: i due serano stati riconosciuti immediatamente dal maresciallo. E messi di fronte all’evidenza, non avevano potuto far altro che restituire il portafogli, con tutti i 40 euro che conteneva e i documenti. (m.d.)
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