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Pistoia

Giostra, processo verso una nuova perizia

Giostra, processo verso una nuova perizia

Altri dubbi dopo le dichiarazioni in aula di due degli imputati per la morte di due cavalli nel 2014

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PISTOIA. Dichiarazioni, lunghe ed articolate, che hanno fatto sorgere più di un dubbio. Su quali fossero le regole che andavano effettivamente seguite in quella gara, sulla natura dei tragici infortuni, sulle modalità più appropriate in quel caso specifico di procedere con l’eutanasia. Tanto che il giudice potrebbe adesso dover nominare un proprio consulente tecnico, che faccia luce sugli aspetti su cui il perito della pubblica accusa e quello delle difese hanno tratto conclusioni discordanti.

Tra video, citazioni scientifiche e spiegazioni con tanto di ossa equine tra le mani per far capire meglio i concetti, sono stati due dei sei imputati i protagonisti dell’udienza di ieri del processo per la morte di due cavalli nella Giostra dell’Orso del 2014. A rendere spontanee dichiarazioni, Riccardo Rinnovati, presidente della Commissione medica veterinaria della competizione, e il suo collega Alessandro Spadari.

Accusati del reato di maltrattamento di animali assieme all’altra veterinaria Valentina Vagheggi e a Claudio Bartoletti, Sara Bolognini e Giacomo Cresci, rispettivamente preparatore, proprietaria e fantino di Oracle Force, il primo cavallo ad infortunarsi. E per la cui morte le accuse si focalizzano su un punto: la circonferenza troppo ridotta della parte finale delle zampe anteriori, pari a 16, 5 centimetri invece dei 18 previsti dal regolamento comunale. Diverso il discorso per quanto riguarda il secondo cavallo, Golden Storming: la procura ritiene che i tre veterinari abbiano violato la legge praticando l’eutanasia con il Tanax senza prima aver iniettato il sedativo.

Rinnovati. Ingaggiato dagli organizzatori per mettere su la commissione medica, il veterinario aretino ha spiegato che gli organizzatori gli avevano detto di seguire le regole della Fitetrec Ante nell’esame di idoneità dei cavalli alla gara. E che nessuno gli disse mai di misurare la circonferenza degli stinchi. «E non me ne preoccupai perché non è prassi veterinaria. In nessuna gara in Italia si fa, solo al Palio di Siena». Dove però questa è solo una delle tante misurazioni previste per iscrivere i cavalli nell’apposito albo per il Palio.

E poi, parti anatomiche alla mano, ha spiegato al giudice che, in ogni caso, la frattura di Oracle Force si era verificata in un punto distante da quello della misurazione, per ragioni estranee alla circonferenza.

Passando all’eutanasia di Golden Storming, ha spiegato come lui si sia limitato a passare la siringa con il Tanax al collega Spadari. E che la collega Valentina Vagheggi non era addirittura presente, rimasta chiusa fuori dal cortile del comune, dove si trovava il cavallo.

Spadari. Premesso che non faceva parte della commissione veterinaria ma che era a Pistoia solo con l’incarico di effettuare i prelievi antidoping dopogara, il professore bolognese ha concentrato le sue dichiarazioni sulle modalità dell’eutanasia. Non disciplinate da alcuna legge per quanto riguarda i cavalli in gara. E che devono essere valutate caso per caso per «cercare di dare una morte senza dolore il più velocemente possibile. Con il maggiore rispetto possibile per l’animale e garantendo la sicurezza del personale». Certo, la sedazione è prevista dai protocolli ma non sempre applicabile. Soprattutto nelle emergenze. Se l’ambiente non è tranquillo, se la luce è troppo forte, non ha effetto sul cavallo. Anzi, ha effetti negativi. Soprattuto per un cavallo che era rimasto praticamente con una sola zampa anteriore, come Golden Storming: rovinerebbe subito a terra, tra ulteriori sofferenze, come ha dimostrato facendo vedere in aula alcuni filmati (oltre a quelli relativi al drammatico infortunio). E comunque, il Tanax è un farmaco indolore che di per sé contiene tre componenti attivi: anestetico, paralizzante e narcotico. «Al massimo 10 secondi e già arriva al cervello. Non produce dolore, provoca un’anestesia profonda e immediata. E la morte».

Per la prossima udienza era fissata la requisitoria del pm, ma dopo le dichiarazioni di ieri la giudice Jacqueline Magi ha ritenuto necessario riconvocare per alcuni chiarimenti il perito dell’accusa. Ma è probabile che procederà a nominare un proprio consulente, per una perizia d’ufficio. E sarebbe inevitabile lo slittamento della sentenza, che era prevista per inizio maggio. (m.d.)

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