Il Tirreno

Pistoia

Addio a Bardelli, il sindaco più amato

di Tommaso Artioli
Addio a Bardelli, il sindaco più amato

Muore a 81 anni l’ex primo cittadino che conquistò la ribalta nazionale nel ‘79 con lo strappo col Pci e l’intervista con Pansa

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PISTOIA. Politico, amministratore, uomo di sport. Sono le tante sfaccettature della personalità di Renzo Bardelli che emergono dal ricordo della città. Storie che si snodano lungo 50 anni e una certezza: ieri, con la scomparsa dell’ex sindaco, Pistoia ha perso una figura capace di lasciare un segno indelebile nella vita pubblica.

Profondo il cordoglio del primo cittadino Alessandro Tomasi e di tutta l’amministrazione per un uomo che da Palazzo di Giano ricordano come deciso, forte delle proprie idee e battagliero. «In questi mesi – spiega Tomasi – Renzo Bardelli mi ha parlato più volte dei valori dello sport pulito e dell’importanza dell’associazionismo sportivo. Fino all’ultimo si è impegnato per affermare questi valori, gli stessi che per tanti anni ha continuato a portare avanti con il Memorial Giampaolo Bardelli».

Non riesce a trattenere le lacrime l’ex vicesindaco e assessore Giampaolo Pagliai, decano della politica cittadina e tuttora consigliere comunale: «Per me è un dolore immenso. Siamo entrati insieme in consiglio a metà degli anni ‘60, io col Psi e lui col Pci. Insieme abbiamo creato la consulta giovanile e camminato fianco a fianco fino all’82. Si dimise da sindaco consegnando la lettera a me, che la conservai per 24 ore cercando di dissuaderlo. Insieme abbiamo vinto le battaglie sulle scuole Roncalli e la trattativa per villa Baldi Papini, poi quella che ci portò a ottenere il finanziamento statale per ristrutturare San Mercuriale. Una battaglia l’abbiamo persa ed è quella per la donazione al Comune dei quadri di Giovanni Boldini, che adesso sono a Ferrara. Per 60 anni siamo stati avversari politici ma sempre amici».

A conservare tanti ricordi dell’ex sindaco, anche il direttore di Tvl, Luigi Bardelli. «Da ragazzi eravamo tutti e due nella Gioventù cattolica. Lui a un certo punto scelse il Pci: da lì ci siamo divisi dal punto di vista delle idee, ma siamo rimasti sempre in contatto. Negli ultimi tempi stava concludendo un libro in cui ripercorreva gli episodi più difficili della sua militanza politica. È rimasto fino in fondo coerente con se stesso e non si riconosceva nella politica attuale. Nell’ultimo anno, poi, aveva ritrovato la fede. Quando era nel Pci fu protagonista di uno strappo col partito mai più ricucito. Su questo punto l’intervista (del 1979, ndr) con Giampaolo Pansa su “Repubblica” lo portò alla ribalta nazionale. Come sindaco è stato di una onestà completa. Quando lasciò il consiglio comunale, il suo conto in banca era in rosso. Non è mai sceso a compromessi. Non ha mai ceduto di fronte a nessuna proposta, né per sé, né per il partito. Se chiediamo alle persone di una certa età chi è stato il miglior sindaco di Pistoia, il ricordo ricade certamente su Renzo Bardelli»

«È stato un amministratore di grande levatura – sottolinea Giorgio Federighi, sui banchi dell’opposizione a Palazzo di Giano con la Dc (di cui è stato segretario provinciale) nella seconda metà degli anni ‘80 –. Sapeva unire la visione del futuro con le questioni quotidiane. Partivamo da posizioni politiche diverse, ma ho apprezzato l’apertura alle scuole cattoliche e la sua critica al socialismo reale».

Parole di stima giungono anche dal Partito democratico. «Con la scomparsa di Bardelli – osserva il segretario provinciale, Riccardo Trallori – ci lascia una bella figura della storia recente della città. Un sindaco concreto, un politico appassionato e libero, che non ha mai evitato di dire ciò che pensava. Il Pd pistoiese non può che ricordare Bardelli con affetto e stima per le battaglie portate avanti con coerenza e che ci ha regalato attraverso i tanti libri, i tanti racconti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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