Il Tirreno

Pistoia

SENTENZA DEL GIUDICE DI PACE 

Pagarono l’Iva sulla tassa sui rifiuti: saranno rimborsati

Pagarono l’Iva sulla tassa sui rifiuti: saranno rimborsati

PISTOIA. Avevano pagato il 10% di Iva sulla tassa dei rifiuti. Un’imposizione poi sancita come illegitima dalla Cassazione. E oggi, le quindici famiglie del Nespolo, hanno ottenuto finalmente il...

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PISTOIA. Avevano pagato il 10% di Iva sulla tassa dei rifiuti. Un’imposizione poi sancita come illegitima dalla Cassazione. E oggi, le quindici famiglie del Nespolo, hanno ottenuto finalmente il rimborso da Publiambiente )oggi Alia) di quei soldi grazie a una sentenza del giudice di pace di Pistoia.

Una vicenda ben nota alle cronache quella che riguarda il pagamento dell’Iva al 10% sull’ex Tia, la tassa dei rifiuti oggi diventata Tari. Tanto se ne è parlato e tanto forse ancora se ne parlerà visto che il pagamento dell’Iva, così come stabilito dalla Corte di Cassazione, era illegittimo sulla Tia in quanto tributo. Oggi quella tassa è diventata Tari, dunque non più tributo, ma chi ha pagato in bolletta per diversi anni l’Iva sulla Tia è ancora in tempo a chiedere il rimborso.

A raccontarci della vicenda sono una quindicina di cittadini del Nespolo ai quali il pagamento di quell’Iva in bolletta proprio non è andato giù e hanno deciso di fare ricorso, tramite l’avvocato Stefano Panconesi, davanti al giudice di pace di Pistoia. Ottenendo la vittoria.

Non si tratta di grosse cifre rimborsate, è vero, ma, raccontano i ricorrenti, se il ricorso è fatto da più persone in forma di “class action” le spese legali risultano irrisorie.

Sono diverse ormai le sentenze che confermano la possibilità per i contribuenti di farsi rimborsare l’Iva pagata con la tassa sui rifiuti. L’illegittimità dell’Iva sulla tassa sui rifiuti è stata nuovamente ribadita dalla Corte di Cassazione con sentenza 2016 (l’ultima di una lunga serie) che ha dichiarato che l’Iva non può essere applicata su una tassa, perché la legge vieta il principio della doppia imposizione.

«Noi abbiamo ottenuto il rimborso dal 2006 al 2012 compresi – spiegano alcuni ricorrent i– Dal 2013 infatti la Tia è stata tramutata in Tari e dunque non più tributo: adesso infatti il pagamento dell’Iva è diventato legittimo. Ma prima, quando ancora la Tia era considerata un tributo, noi cittadini abbiamo pagato illegittimamente. È vero che si tratta di somme minime, più o meno dalle 100 alle 200 euro, ma alla fine ottenere il rimborso è anche una questione di principio. Perché pagare qualcosa di non dovuto?».

Ma come si ottiene il rimborso?

La vicenda della tassa sotto forma di “tariffa” e dell’illegittimità dell’Iva dura da diversi anni, da quando nel 1999 molti Comuni italiani hanno introdotto al posto della Tarsu (Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani), la Tia (Tariffa di igiene ambientale). Ma mentre la Tarsu era calcolata sulla base dei metri quadri dell’immobile ed era quindi una tassa a tutti gli effetti, la Tia era una tariffa calcolata su una quota fissa e una variabile, per cui in quei Comuni che hanno applicato la Tia con l’Iva, è possibile richiedere il rimborso.

Pertanto, i cittadini che nel corso degli anni hanno pagato la tassa rifiuti con l’applicazione dell’Iva al 10% possono chiederne il rimborso, presentando una specifica domanda ai Comuni Attenzione però: il diritto al rimborso del pagamento non dovuto si prescrive in 10 anni.

Alessandra Tuci

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