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Kokito bar troppo rumoroso il giudice ordina il sequestro

Kokito bar troppo rumoroso il giudice ordina il sequestro

VAL DI LUCE. Esposti, denunce, carabinieri, Asl... Va avanti da anni la battaglia degli inquilini contro quel locale giudicato troppo rumoroso che si trova al piano terra del grande condominio....

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VAL DI LUCE. Esposti, denunce, carabinieri, Asl... Va avanti da anni la battaglia degli inquilini contro quel locale giudicato troppo rumoroso che si trova al piano terra del grande condominio. Soprattutto nel fine settimana, quando resta aperto fino a tarda notte. E quando la musica si fa sentire. Adesso, dopo che il caso è arrivato negli uffici della Repubblica, dove è stato aperto un procedimento penale per il reato di “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”, su richiesta del pm il giudice delle indagini preliminari del tribunale ha disposto il sequestro preventivo del “Kokito snow bar” di Val di Luce.

Un tipo di sequestro, quello ottenuto dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco, titolare del fascicolo, che, come dice il nome, serve per prevenire la reiterazione del reato contestato: un locale chiuso di rumore molesto non ne può produrre.

Comunque, per consentire perlomeno la prosecuzione della normale attività diurna del locale, la procura ha chiesto al titolare – tra l’altro nominato custode giudiziario – di predisporre una proposta di orario compatibile con quella che è la finalità del sequestro. Una volta esaminato e approvato tale orario, il gip autorizzerà la riapertura del bar.

Fino ad ora, il normale orario del “Kokito” andava dalle 7 alle 24 durante i giorni feriali, con prolungamento fino alle 2 del mattino il venerdì e il sabato e fino all’una la domenica. Al centro delle proteste di coloro che abitano nel complesso residenziale che ospita il locale – sciatori pendolari ma anche qualche residente – la musica che sembra fosse solita accompagnare le serate, fino a notte fonda. Per misurarne il livello in decibel negli appartamenti più vicini, è stata fatta intervenire anche l’Asl. Il cui rapporto, insieme alle denunce presentate via via ai carabinieri e agli esposti depositati direttamente all’autorità giudiziara, è andato a confluire nel fascicolo aperto in procura nei confronti del gestore del locale, indagato per il reato previsto dall’articolo 659 del codice penale.

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