Italia
Il Liceo artistico scoppia: l’appello degli insegnanti
In continuo aumento le iscrizioni degli studenti ma gli spazi sono insufficienti «Ed è ormai imminente lo sfratto dalla succursale di via del Bottaccio»
PISTOIA. Una situazione non solo insostenibile oggi. Ma che mette in forse il domani del Liceo artistico Petrocchi. Alle prese da anni con una sede troppo piccola, in cui sono costretti a tirare avanti quotidianamente 170 insegnanti, 40 Ata e più di 1.000 studenti, fra appelli rimasti inascoltati e promesse disattese. A lanciare un nuovo allarme è il collegio dei docenti della scuola superiore pistoiese, che si trova ancora davanti all’assenza di una qualunque soluzione al rpoblema.
«La situazione – spiegano gli insegnanti – appare tanto più preoccupante per l’ormai imminente sfratto dalla succursale di via del Bottaccio, sulla quale si alternano le classi, nonché a causa della mancata disponibilità, fin da inizio anno, della sede di San Leone. A questo deve aggiungersi una riflessione sulle sorti future dell’istituto dal momento che, in assenza di strutture adeguate, diventa impossibile favorire lo sviluppo di una scuola che è diventata uno dei licei più frequentati del territorio, scelta anche da molti studenti provenienti da zone limitrofe per le peculiarità dei suoi insegnamenti. Le iscrizioni si confermano ancora in aumento rispetto agli anni precedenti».
Nuovi studenti che la scuola si trova attualmente impossibilitata ad ospitare. E ciò, spiegano i docenti, «determina una drammatica considerazione sull’eventuale taglio di numerosi posti di lavoro».
«Negli ultimi sei anni le ripetute richieste che il Liceo Petrocchi ha formulato a tutti gli enti preposti sono state troppo spesso ignorate, e abbiamo assistito al vanificarsi di svariate ipotesi alternative, alcune delle quali erano state persino ufficializzate: dalla possibilità di trovare locazione nella sede dell’Uniser, al trasferimento nel padiglione Cassa di Risparmio del vecchio ospedale del Ceppo, alla sistemazione prima nel Palazzo Rossi Cassigoli, ex sede del Cepu, poi presso l’Istituto Pelagia Romoli, ex Provveditorato fino alla promessa di un nuovo edificio prefabbricato sul viale Adua».
Gli insegnanti chiedono perciò «che senza ulteriori deroghe sia trovata una soluzione adeguata e non provvisoria al problema, con lo scopo di rispondere alle esigenze attuali di tanti lavoratori e di consentire agli studenti che hanno scelto o che vorranno scegliere il Liceo artistico Petrocchi di compiere il loro percorso di formazione in un ambiente sicuro e consono».
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