Attenzione
Sugli asili comunali scoppia la polemica Cgil contro la giunta
Bartolomei: «Chi non ha lavoro, non manda i figli all’asilo» Il sindacato: «Visione manichea, classista e maschilista»
PISTOIA. È bastato un solo giorno di discussione in consiglio comunale sul bilancio preventivo 2018 della nuova amministrazione pistoiese di centrodestra, per far esplodere (più sui “social” che in aula, a dire il vero) una polemica vivacissima. Compreso il primo, vero e duro scontro tra la nuova giunta comunale di centrodestra e la Cgil. Tema, gli asili nido comunali.
Esca dello scontro, il nuovo tariffario inserito nel bilancio dalla giunta Tomasi, che elimina l’esenzione totale dalla retta mensile per le famiglie con reddito Isee sotto i 5.000 euro. Ma il vero nodo del contendere è il ruolo degli asili nido, da sempre vanto e orgoglio delle amministrazioni di sinistra di Pistoia, per il loro alto livello pedagogico. Allora: gli asili sono da considerare un momento educativo, l’inizio di un percorso che porta ogni bambini fino alle scuole superiori e magari oltre, o un semplice aiuto per le famiglie dove i due genitori devono lavorare e hanno quindi bisogno di qualcuno cui affidare temporaneamente la prole?
Il “caso” è nato da due dei primi emendamenti alla manovra sulle tariffe dei servizi proposta dalla giunta Tomasi. Sia Tina Nuti (Pistoia spirito libero) che il gruppo di Pistoia Sorride hanno chiesto di ritornare all’esonero totale per gli utenti con famiglie nella fascia Isee 0-5.000 euro, cancellando le tariffe (17, 29 o 42 euro al mese a seconda dell’orario di uscita previsto) che si vorrebbero introdurre con il bilancio 2018. Nuti ha chiesto una rimodulazione complessiva delle fasce Isee, Bartoli (Pistoia Concreta) ha parlato di «accanimento verso chi non ha». L’assessore al bilancio Margherita Semplici aveva poco prima difeso il provvedimento ricordando che l’esenzione totale rimane per chi, in difficoltà economica, entri in contatto con i servizi sociali del Comune. Per cui il vero scopo del provvedimento sarebbe quello di agevolare l’emersione di queste difficoltà, oltre ad evitare “salti” troppo bruschi tra chi non paga nulla e chi paga le attuali tariffe della seconda fascia Isee (120 euro al mese quella più bassa).
E a chi le faceva osservare che la sua leader politica di riferimento, Giorgia Meloni di FdI, vuole “asili gratis per tutti”, Semplici ha replicato di condividere la richiesta, ma che fin quando i nidi comunali saranno servizi a domanda individuale (quindi con tariffa obbligatoria) occorre essere conseguenti.
Al voto, dopo un vivace dibattito, i due emendamenti sono stati bocciati. Ma poco dopo la fine del dibattito in aula è iniziato quello, rovente, su Facebook. Con qualche voce favorevole alla scelta della giunta, ma altre – la maggioranza – ferocemente contrarie. L’assessore ai lavori pubblicci Alessio Bartolomei (Lega) non ha preso parte al dibattito in consiglio, ma su Facebook ha postato un messaggio breve e chiaro: “Chi non ha lavoro non manda i figli all’asilo nido, perché ha il tempo e il modo per accudirli. Chi invece un lavoro ce l’ha, non ha problemi a pagare una retta minima”. E queste parole hanno scatenato ancor più gli attacchi a una giunta ritenuta colpevole di voler obbligare le donne povere ad un perenne compito di casalinghe e di rinnegare il valore educativo dei nidi.
Fino all’uscita, non social ma con comunicato ufficiale, della Cgil e del sindacato Funzione pubblica. “Come dire – commenta la nota riprendendo le parole di Bartolomei – che i disoccupati sono destinati a rimanere tali, impossibilitati a cercare una occupazione perché impegnati nella cura dei figli e che i loro bambini sono giustamente e automaticamente esclusi dalla possibilità di usufruire di misure educative e di socializzazione... Una visione manichea, classista e maschilista, poiché sappiamo bene che ad occuparsi della cura dei figli sono in misura maggiore le donne”.
“Su questi temi – conclude la nota – come sindacato, non arretreremo mai e ci aspettiamo un confronto nel merito e non ideologico”.
Il dibattito dovrebbe concludersi oggi con il voto finale.
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