Il Tirreno

Pistoia

Spaccate coi tombini nei bar della Piana

Il vetro blindato del bar Boomerang spaccato dai ladri
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Il vetro blindato del bar Boomerang spaccato dai ladri

Due colpi nella notte tra sabato e domenica ad Agliana e Montale. I titolari: danni ingenti per portar via poco o nulla

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AGLIANA. Da Agliana a Montale, nel cuore della notte, con la stesso modus operandi: si tira su un tombino e lo si scaglia contro il vetro d’ingresso. Può essere un vetro blindato, come per il bar Boomerang di Montale, e quindi servono diversi colpi.

Alla fine dei giochi, con il forte rischio di essere fermati in flagranza di reato perché entrambi i bar si trovano in zone densamente abitate, il risultato è lo stesso: danni per diverse centinaia di euro a fronte di un guadagno misero. In un caso pari a zero, perché come spiega Carmela, titolare del bar di via Fratelli Masini «ho imparato a non tenere nulla nel fondo cassa. C’erano dei centesimi, non li hanno toccati». Le monete di rame non sono state gradite. Carmela lascia il registratore di cassa aperto: «Sa se me lo rompono quanto costa ricomprarlo? Sette-ottocento euro».

Due spaccate nella notte tra sabato 24  e domenica 25 febbraio in altrettanti bar della Piana: il Nazionale di via Roma, ad Agliana, e il Boomerang di Montale. Solo pochi chilometri tra le due attività, ed entrambi i colpi sono stati messi a segno tra le due e le tre del mattino. Carmela, che abita a Pistoia, ha ricevuto la telefonata di una residente. Aveva sentito dei tonfi sordi e il rumore del vetro che s’infrangeva: «Ho l’allarme ma non ha suonato», spiega la titolare, il giorno dopo più arrabbiata per i danni che non per l’effrazione. «Mancava un quarto alle tre. Sono corsa qui, dopo aver chiamato i carabinieri. Il registratore di cassa l’avevo lasciato aperto. Non tengo tabacchi, gratta e vinci, ho tolto le slot machine... Non c’era niente da rubare. Mi hanno fatto solo danni».

Stessa amarezza in Marco Frosini, titolare del bar Nazionale. «Una porta rotta per cosa? Non ho tabacchi, non ho slot... I liquori non li porta via più nessuno... Domani (oggi, ndr) il bar è chiuso e dovrò passare la giornata a capire come risolvere il problema delle ricevute fiscali. Nel portare via i soldi del fondo cassa – ci saranno stati non più di 200-300 euro – hanno preso anche quelle. E quelle mi servivano».

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Frosini ha aperto con i genitori il bar Nazionale di via Roma nel 1976. Un luogo di ritrovo conosciutissimo in paese, e tutto sommato finora non aveva avuto problemi. «Il precedente furto risale a una ventina d’anni fa. Ho anche delle telecamere esterne e sensori perimetrali, che però non si sono accesi. Hanno preso un tombino nel parcheggio e lo hanno scagliato contro la porta d’ingresso, passando poi dal buco creato dal vetro rotto. Mia moglie è arrivata poco prima delle sette e si è spaventata. Mi ha chiamato ed abbiamo avvisato i carabinieri. Danni per centinaia di euro, più di quello che hanno rubato».

Tiziana Gori
 

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