Lutto
Inceneritore, per gli altri Comuni la quota “ristoro” è 100mila euro
MONTALE. È di 100. 000 euro la quota di ristoro ambientale che l’amministrazione di Montale prevede di destinare quest’anno agli altri territori interessati dalla presenza dell’inceneritore di via...
MONTALE. È di 100. 000 euro la quota di ristoro ambientale che l’amministrazione di Montale prevede di destinare quest’anno agli altri territori interessati dalla presenza dell’inceneritore di via Tobagi. Si tratta di una parte del totale di 350 mila euro che il Comune conta di incassare a titolo di indennità in quanto sede di un sito di trattamento rifiuti.
Un’indennità di ristoro che, secondo quanto deliberato dall’Autorità d’ambito (Ato Toscana Centro) nel 2011, sarà riconosciuta a Montale per la prima volta quest’anno e calcolata a partire dal primo marzo in 7 euro per tonnellata di rifiuti bruciati nell’impianto di via Tobagi, che ogni anno ne smaltisce circa 50 mila.
Se, da una parte, l’amministrazione di Montale nel bilancio di previsione 2018 ha destinato ad altri comuni 100 mila euro sui 350 mila attesi a titolo di ristoro ambientale, dall’altra, non è però ancora stato definito a quali territori e in quale misura la quota di indennità messa a disposizione dal Comune sede dell’inceneritore sarà distribuita.
L’unico elemento che per il momento emerge in questo senso è che la ripartizione dei 100. 000 euro sarà stabilità attraverso future trattative tra le amministrazioni interessate.
In prima fila per il riconoscimento di un ristoro economico, in considerazione della collocazione dell’impianto di via Tobagi a ridosso del proprio confine, potrebbe esserci Agliana, che, attraverso la partecipata Cis Spa, con Montale e Quarrata è anche uno dei tre Comuni proprietari dell’inceneritore. Più lontano dal sito di smaltimento si estende il territorio di Quarrata, che in qualità di Comune azionista di Cis potrà rivendicare parte dell’indennità.
«Ad oggi – spiega il primo cittadino di Quarrata, Marco Mazzanti – non è chiaro il criterio di ripartizione. Dovremo discuterne e valutare. Sicuramente il nostro Comune come proprietario dell’impianto avrà dei diritti».
Sullo sfondo resta poi il territorio di Montemurlo, confinante come Agliana all’area dell’inceneritore, ma non compreso tra i Comuni proprietari.
Tommaso Artioli
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