Il dolore
Fallito il tentativo di rilancio
Nel 2015 Casatex si era affida a un manager, ma il piano è stato abbandonato
CASALGUIDI. Difficoltà sui mercati nazionali ed internazionali e tentativi di rilancio del marchio poi abbandonati. Arriva così alla crisi degli ultimi mesi, culminata ieri nella mobilitazione delle lavoratrici davanti ai cancelli dello stabilimento di via Montalbano a Ponte Stella, la Defi (ex Casatex) dello storico marchio di biancheria Pratesi.
Risale alla fine del 2015 la decisione della famiglia Pratesi di riorganizzare l’assetto societario con l’ingresso in azienda (allora Casatex) del manager Simone Bocchio nel ruolo di coo (chief operations officer). Gli obiettivi annunciati erano quelli di accelerare l’internazionalizzazione e dare nuovo slancio al marchio. Un piano, quello allora stilato da Bocchio, che in 5 anni, dal 2016 al 2020, avrebbe dovuto portare il fatturato a 32 milioni di euro partendo dai 15 del 2015. La prospettiva era quella di rafforzare e consolidare negli stati Uniti il marchio nato nel 1906, aprendo nuovi canali nell’Est Europa e in Asia, in particolare in Cina, a Hong Kong, a Singapore e nel Sud Est del continente. Un piano da attuare partendo dal punto fermo che il cuore produttivo dell'azienda sarebbe rimasto sul territorio pistoiese.
Un tentativo di rilancio, dopo le difficoltà incontrate dall'azienda negli anni precedenti per il calo sia del mercato interno che di quelli esteri – spiegano oggi i sindacalisti che stanno seguendo la crisi – che sembra non aver dato i frutti sperati ed è stato presto abbandonato. Internamente, alcuni segnali erano stati avvertiti dal 2014, quando sono iniziati i ritardi nei pagamenti dei fondi integrativi previdenziali. (t.a.)
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