Il Tirreno

Pistoia

Arrestata la vedova dell’ex vigile del fuoco

Arrestata la vedova dell’ex vigile del fuoco

Botte e umiliazioni: secondo la procura è stata causata da anni di violenze fisiche e psicologiche la morte di Antonio De Witt

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Botte, offese, minacce, continue umiliazioni. Come quella di essere lasciato senza un soldo in tasca, al punto da trovarsi costretto – lui, con la sua pensione di vigile del fuoco – ad andare a chiedere l’elemosina a vicini di casa e conoscenti. E a bussare al portone delle suore, per avere qualche panino con cui sfamarsi. Maltrattamenti andati avanti per mesi, anni, da subito dopo il matrimonio. E che alla fine, dopo l’ennesimo pestaggio, sono stati la causa della sua morte. Almeno secondo il gip del tribunale di Pistoia. Che, facendo sua la tesi della procura, ha disposto gli arresti domiciliari la vedova del 55enne ex vigile del fuoco Antonio De Witt, trovato morto, all’alba del 5 febbraio dello scorso anno, sul pavimento della squallida cameretta in cui era costretto a dormire.

Con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima, ieri pomeriggio gli investigatori della Squadra mobile di Pistoia, diretti dal vicequestore Antonio Fusco, hanno arrestato la vedova, Bogdana Marinova Vesselinova, 50 anni, di origini bulgare ma, grazie al matrimonio, cittadina italiana. La polizia ha eseguito la misura cautelare disposta dalla giudice delle indagini preliminari Maria Elena Mele. Al termine di una lunga, difficile e certosina indagine, il sostituto procuratore Giuseppe Grieco aveva addirittura chiesto la custodia in carcere.

Secondo il pm, la Marinova aveva sottoposto il marito a “sofferenze fisiche e morali in modo continuativo ed abituale, attraverso una pluralità di condotte, tanto da cagionarne la morte nella tarda serata del 4 febbraio del 2017”. Una condotta violenta “caratterizzata da abitualità e da una pervicacia crudele, posta in essere con progressione esponenziale nei giorni antecedenti il 4 febbraio del 2017; giorni nei quali l’uomo veniva sottoposto a violenti pestaggi, anche facendo uso di oggetti atti ad offendere, riportando lesioni in vastissime parti del corpo e ferite lacere contuse” spiega la la Procura.

L’ultimo pestaggio, secondo gli inquirenti, il giorno della morte, quando, con il setto nasale rotto forse nel cadere a terra, Antonio De Witt era stato abbandonato per ore sul pavimento della sua cameretta.

«La morte sopraggiungeva quindi come epilogo dei maltrattamenti intesi come la somma delle continue violenze e dell’abbandono nella notte del 4 febbraio» accusa il pm. E ancora: «L’autopsia, ha evidenziato una terribile progressione di violenza nelle ore antecedenti alla morte». Morte arrivata quando il cuore dell’ex pompiere si era arrestato a causa di un’aritmia fatale scatenata dallo stress dovuto alla «violenta e reiterata serie di percosse subita».

La vedova adesso rischia dai 12 ai 24 anni di carcere.

Massimo Donati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa