Gioco
Tanti giovani agricoltori a scuola guida di trattore
Sempre di più gli under 35 che tornano alla terra ma per i quali la nuova legge prevede la frequenza di corsi pratici: per loro l’aiuto arriva dalla Coldiretti
PISTOIA. Guidare i trattori è un lavoro e anche una passione che attrae sempre più giovani che, come indicano i dati, vedono nell’agricoltura una prospettiva per il loro futuro. Come per auto, motorini e altri mezzi, dopo una fase di transizione, è ora pienamente operativa la nuova legge che impone di prendere la “patente” per il trattore, prima di cimentarsi nell’arte dell’aratura e delle altre operazioni che in campagna si effettuano coi mezzi meccanici. Vista la propensione dei giovani a lavorare nel settore primario (in Italia sono 53.475 le imprese agricole italiane condotte da under 35, con un aumento del 9% nel terzo trimestre 2017), saranno in tanti a dover frequentare un corso con prove pratiche, mentre la nuova legge obbliga chi ha esperienza comprovata solo a frequentare corsi teorici di 4 ore per aggiornamenti.
Organizzato dal Centro assistenza imprese Coldiretti Toscana, si è tenuto il primo corso organizzato dalla Coldiretti Pistoia che, sotto la direzione attenta del docente Caict, ha visto i partecipanti – soprattutto giovani – cimentarsi in prove pratiche che si sono tenute su una “pista” allestita per riproporre le condizioni di lavoro in campagna.
«Presto partiranno nuovi corsi – spiega la Coldiretti Pistoia – e siamo contenti di vedere la passione per la terra e i mezzi agricoli di tanti giovani. Come Coldiretti organizziamo corsi per conseguire il patentino dei trattori direttamente nell’Istituto agrario di Pistoia: un pezzo di formazione essenziale che dimostra la lungimiranza delle istituzioni formative e che fanno ben sperare per il futuro».
A livello nazionale le aziende agricole dei giovani – spiega Coldiretti – possiedono una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati per azienda in più. «Si tratta di realtà – sottolinea la Coldiretti – che stanno puntando su quelle caratteristiche di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina e che hanno permesso all’export agroalimentare italiano di toccare la storica soglia di 41 miliardi di euro nell’ultimo anno. La presenza degli under 35 ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna, dove il 70% delle imprese giovani opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili».
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