Sicurezza
Parte l’Intercity: ultima fermata, Londra
Il ceo Manfellotto: «Tempi rispettati». L’ingegner Marino: «Importante contributo della robotica, ma non sostituirà i lavoratori»
PISTOIA. Linea elegante, livrea verde scuro e frontale giallo d’impatto, comfort e tecnologia all’interno. Con uno spazio cucina che, scherza un giornalista italiano con un collega inglese, potrebbe suggerire l’idea di un tv reality: “Masterchef on train”. I primi due convogli partiranno dallo stabilimento Hitachi di via Ciliegiole tra una decina di giorni. Ci vorrà una settimana per l’arrivo in Inghilterra. L’avvio del servizio commerciale è previsto per luglio.
La sala prove Hitachi ha ospitato ieri mattina la presentazione dei primi due treni (sono 36 in totale) destinati al mercato inglese. «Un risultato importante – ha commentato il ceo di Hitachi Rail Italy, Maurizio Manfellotto – frutto della sinergia tra Italia, Giappone e Inghilterra». Tecnologie che si sono messe a servizio l’una dell’altra, così come una parte importante della componentistica è stata realizzata in Inghilterra: i pavimenti sono arrivati dalla Cornovaglia (Tiflex), i pantografi dal Somerset (Brecknell Willis), il sistema frenante dallo Wiltshire (Knorr-Bremse). Dallo stabilimento Hitachi di Napoli altra componentistica e carrelli. A Pistoia l’assemblaggio e la configurazione per la messa in linea. È il know how toscano, afferma Manfellotto, che ha permesso questo.
Il ceo, insieme al direttore di stabilimento Rosario Falanga e al progettista dell’Intercity Express (o AT300), ingegner Giuseppe Marino, hanno accolto la stampa, affrontando con alterne fortune la prova delle interviste in lingua inglese. Manfellotto ha applaudito i “suoi” lavoratori e garantito al «cliente», Mark Hopwood, maniging director della Great Western Railway, che per «l’azienda competenza, professionalità e puntualità sono un must».
Dall’Inghilterra, insieme a Hopwood, è arrivata Karen Boswell, managing director di Hitachi Rail Europe. Nella sala prove, anche una parte dei lavoratori, che si sono poi orgogliosamente schierati per una foto ricordo davanti all’AT300.
Quando Boswell, Manfellotto, Hopwood e Marino hanno appoggiato le mani sul pulsante che apriva il portellone della sala prove ecco la sirena e sui due binari i treni a cinque carrozze. Un bello spettacolo. Come tempistica di consegna, Hitachi ha un cronoprogramma di 4 convogli al mese sino ad arrivare al completamento della commessa. Hitachi Rail Europe ha stipulato un accordo a luglio 2015 per la fornitura e la manutenzione di 29 Intercity Express per il franchise GWR, che gestisce i treni tra Londra Paddington e le città di Plymouth e Penzance a ovest del paese. Commessa a cui, nel 2016 se n’è aggiunta un’altra da 7 convogli, dopo il via libera del governo inglese. Un ordinativo da mezzo miliardo di euro: un bel risultato per lo stabilimento di via Ciliegiole.
Spiega l’ingegner Marino: «È il primo treno realizzato in un’ottica globale, con Inghilterra e Giappone. Un treno performante, leggero, con grandi accelerazioni e a basso impatto ambientale».
Sono stati necessari investimenti. Inevitabile. «Abbiamo investito in questa commessa – dice Marino – cinque milioni di euro, in particolare per nuovi impianti di saldatura, molto moderni». Con l’acquisto per gli stabilimenti di Pistoia e Napoli di una cinquantina di robot. «Nei prossimi anni è previsto l’acquisto di un altro centinaio», aggiunge Manfellotto. Si drizzano le orecchie, ma Marino precisa: «Non c’è stata né ci sarà riduzione di personale. Il nostro slogan è “Il robot al servizio dell’uomo” , non il contrario. Siamo stati riconosciuti dal Mnistero azienda “Lighthouse” , che significa “faro” , all’avanguardia nell’innovazione. Sono solo 4 in Italia al momento. L’utilizzo dei robot consente volumi di lavoro maggiori e c’è quindi bisogno di più personale, che può svolgere mansioni diverse e magari meno gravose». Come accade per la saldatura, in cui, spiega Falanga, da tre anni gran parte del lavoro è fatta dai robot, con i tecnici che controllano, guidano e verificano l’andamento dei lavori in un’apposita sala attraverso i pc.
«Il trasporto su rotaia – ricorda Marino – è destinato a crescere, e noi vorremmo essere dei driver di sviluppo delle tecnologie. Abbiamo collaborazioni con cinque università. L’uso della robotica è funzionale a questo, non sostituirà l’uomo. Nei prossimi anni saranno necessari addetti specializzati, sia per la produzione che, soprattutto, per la progettazione». Parla di un 2018 «ancora di crescita per lo stabilimento Hitachi di Pistoia» l’ingegner Marino. E annuncia che la prossima settimana uscirà dai capannoni di via Ciliegiole il primo treno Rock, convoglio a due piani destinato alle tratte regionali. Hitachi si è aggiudicata la gara per la costruzione di 39 treni, con un accordo quadro per altri 300. «Anche in questo caso – dicono Marino e Manfellotto – i tempi di consegna sono rispettati, come lo sono ormai da anni. Siamo diventati orologi svizzeri. Anzi no, italiani».
Tiziana Gori
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