La manifestazione
«Ex Ceppo, rischiamo di perdere 6 milioni»
L’assessore all’urbanistica Capecchi: no a modifiche radicali per il recupero del vecchio ospedale, ora c’è da correre
PISTOIA. «Ora non è il momento né per ributtare all’aria gli accordi presi né per imporre fino in fondo il proprio punto di vista sulle scelte fatte dalla precedente amministrazione: ora è il momento di lavorare sodo per recuperare il tanto tempo perduto quando a Palazzo di Giano governavano Bertinelli e il centrosinistra».
La pensa così Alessandro Capecchi, assessore all’urbanistica, nei giorni scorsi oggetto di critiche da parte di consiglieri dell’opposizione (autori Roberto Bartoli di Pistoia sorride e Tina Nuti di Pistoia spirito libero) per la scelta di procedere con un grande concorso di progettazione sulle opere di urbanizzazione dell’area dell’ex ospedale del Ceppo.
Tempo perduto? «Secondo gli accordi – risponde Capecchi – il Comune deve progettare e realizzare le opere di urbanizzazione del nuovo quartiere che sorgerà nell’area del Ceppo. Strade, parcheggi, giardini, servizi e la copertura del grande parcheggio su viale Matteotti. Per progettare questi interventi la Regione ha stanziato 700.000 euro, che non abbiamo ancora speso, ma siamo al terzo anno di proroga. Certo, anche l’Asl è in ritardo e ha cominciato solo ora le demolizioni. Ma adesso bisogna correre per fare il concorso, poi quando avremo i progetti dovremo sbrigarci perché esiste un finanziamento europeo di 6,2 milioni di euro per realizzarle, quelle opere. Ma quelli sono stanziamenti dell’Unione europea che vanno spesi entro il 2021, sennò li perdiamo. E per questo la Regione, sulla questione, ci tiene gli occhi addosso».
Quindi? «Quindi Tina Nuti, che è stata assessore nella precedente giunta, dovrebbe soltanto ringraziarci, perché stiamo lavorando per salvare questi finanziamenti.
Invece polemizza perché io che non ho votato l’accordo di programma per il Ceppo ora cerco di attuarlo. Cosa dovrei fare? Ho votato contro anche al regolamento urbanistico, ma oggi sono assessore e se qualcuno viene e mi propone di attuarne un pezzetto, non posso certo dirgli di no».
Anche Bartoli vedrebbe bene una rimessa in discussione delle scelte assunte dalla vecchia amministrazione sul recupero del Ceppo...
«Ma lo sa Bartoli quanto tempo ci vorrebbe per ricominciare? Solo per fare il piano particolareggiato del Ceppo ci sono voluti due anni. E noi dovremmo azzerare l’Accordo di programma con la Regione? E rinunciare agli oltre 6 milioni di euro di finanziamenti europei? Ma che razza di segnale sarebbe per chi volesse investire nel recupero del Ceppo?».
Quindi la giunta di centrodestra proseguirà esattamente nel solco tracciato da quella di centrosinistra?
«Intanto faremo il necessario per assicurarci quei finanziamenti. Poi, da una posizione che a quel punto sarà di forza, potremo anche andare in Regione a ridiscutere alcune scelte, anche se ovviamente le scelte fondamentali sul recupero del Ceppo rimarranno quelle. Ma su molti punti si potrà aprire un confronto, perché certo questo accordo di programma a noi per primi non piace. Ma anche in Regione, sono convinto, si renderanno conto che con le difficoltà del mercato edilizio certe previsioni rischiano di non tenere. La reditività che veniva prospettata è ormai tutt’altro che sicura. Insomma, delle cose da cambiare ci sono. Ma non adesso».
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