Il dolore
Meloni: noi, destra per governare
La leader di Fratelli d’Italia ha presentato i candidati insieme al sindaco Alessandro Tomasi
PISTOIA. Sono le 14,35 quando Giorgia Meloni, con circa mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia per un guasto all'auto lungo il tragitto Pisa-Pistoia, si avvicina al Caffè Valiani percorrendo a piedi via Cavour. Con la presidente di Fratelli d’Italia, sotto la pioggia, ci sono il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e l’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi, il candidato del centrodestra al Senato nel collegio uninominale Pistoia-Prato Patrizio La Pietra e il consigliere regionale (e capolista di Fratelli d'Italia in tre dei quattro collegi toscani plurinominali per la Camera) Giovanni Donzelli. Non c’è invece il sindaco di Abetone Diego Petrucci, rimasto sull’A11 a bordo della sua auto in panne. In compenso, a fiancheggiare la Meloni c’è anche il sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi.
Ad attendere la leader di FdI di fronte all’entrata del locale, in mezzo a fotografi e troupe televisive, il deputato fiorentino uscente (ricandidato come capolista di FdI al Senato nel collegio plurinominale Toscana 1) Achille Totaro e il candidato alla Camera del centrodestra (in quota a Forza Italia) nell’uninominale a Pistoia, Maurizio Carrara. Pronto, con la telecamera in mano, c’è anche l'ex "Iena" Pif, che appena vede Giorgia Meloni la affianca e la segue fin dentro al Caffè Valiani.
Il locale storico si è rivelato scelta non molto azzeccata: nella saletta destinata all’incontro, si sono pigiate alcune decine di persone e basta, mentre almeno altrettante sono state costrette ad allungare il collo rimanendo in piedi o addirittura a rinunciare.
Nel suo intervento, la leader di Fratelli d’Italia ha puntato molto sull’identità da “destra di governo” dei suoi esponenti: un profilo che mira ad essere serio e rassicurante, per un partito che non ha mai perso occasione – parole della stessa Meloni – di gettarsi nella mischia e di battersi. Ecco che a Meloni è venuto buono l’esempio di Alessandro Tomasi, sindaco «giovane e competente». Del quale – ha detto – ha particolarmente apprezzato la scelta di istituire una vera e propria cerimonia per la consegna della cittadinanza. «Sì, perché la cittadinanza è una cosa seria, che va guadagnata e sudata. E quando la si ottiene, va dunque festeggiata». Evidente il riferimento alla legge sullo ius soli, sostenuta dal Pd e naufragata sugli scogli della fine legislatura.
C’è spazio anche per citare l’opera dei sindaci di Montecarlo e Abetone. «Petrucci all’Abetone sta ristrutturando i rifugi con l’aiuto dei privati. È importante, perché questo paese o lo risolleviamo noi, tutti insieme, oppure non ci sarà possibilità». Appello finale agli elettori (anche quelli di sinistra) a votare Fratelli d’Italia, unica garanzia contro l’ingovernabilità ma anche contro gli inciuci alle spalle degli elettori. Ma sono già le 15,30 e Meloni saluta tutti e salta di nuovo in auto alla volta di Firenze per concludere la giornata di campagna elettorale in Toscana.
(t.a.-f.cl.)
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